Ibride e Elettriche

Auto elettriche: quanto costa cambiare il contatore?

Chi pensa di acquistare un’auto elettrica spesso prevede di farlo pensando di poter ricaricare la vettura nella propria abitazione sia per ottimizzare il tempo sia pensando di risparmiare sul costo della ricarica, infatti le tariffe residenziali per la corrente elettrica sono più basse rispetto a quelle delle colonnine.  Per fare questo è in ogni caso necessario installare quantomeno un wallbox per poter ricaricare in sicurezza e, nel caso si abiti in un condominio, ricordarsi che la propria presa deve essere una derivazione diretta del contatore della propria abitazione. Tuttavia la velocità di ricarica della propria vettura elettrica rimane limitata dalla potenza massima erogata dal proprio contatore.

Generalmente in Italia la massima potenza erogata per le abitazioni corrisponde a 3 kW (3,3 kW di potenza disponibile), quindi immaginando di avere a disposizione una vettura con batteria da 90 kWh, ad esempio una Jaguar i-Pace, il tempo totale di ricarica sarebbe almeno di 30 ore; anche immaginando di avere auto con batterie di capacità inferiore, come ad esempio una Nissan Leaf con batteria da 40 kWh, i tempi di ricarica completa rimarrebbero comunque lunghi.

È pur vero che non è detto che sia sempre necessario ricaricare completamente la batteria, tuttavia ridurre i tempi di ricarica è sempre positivo. Per questo motivo è possibile aumentare con facilità la potenza erogata dal contatore fino a 6 kW.

Costo fisso per la richiesta di aumento

I costi fissi da affrontare dipendono dall’aumento di potenza richiesto, il costo di un aumento è di 55,56 €/kW: questo è il prezzo scontato, grazie alle agevolazioni ARERA (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), valido fino al 2023, altrimenti il prezzo non scontato sarebbe stato uguale a  69,36 €.

Dal 2017 è possibile aumentare la potenza a scaglioni di 0,5 kW, perciò il costo fisso di installazione è di 27,78 € (34,68 € prezzo non scontato) per ogni scaglione di 0,5 kW. Il valore di potenza usato per calcolare il prezzo è il valore di potenza massima disponibile, quindi qualora si voglia passare ad una potenza di 6 kW, l’incremento di 3 kW corrisponderà a 3,3 kW di potenza disponibile, perciò si andrà a pagare 3,3 kW * 55,56 €/kW =183,55 €.

Sempre grazie alle agevolazioni ARERA non si dovrà pagare nulla come quota fissa destinata al distributore locale poiché il costo è stato azzerato fino al 31 dicembre 2023; senza sconti il costo sarebbe stato di 25,51 €. L’ultimo costo fisso è quello destinato al venditore: il prezzo varia a seconda del fornitore, ma in generale il costo è attorno ai 20/25 €Per il computo del costo fisso totale è necessario, dopo aver sommato il costo fisso distributore, il diritto fisso del venditore e il contributo in potenza per ogni kW di incremento, considerare aggiungere un 10 % di IVA.

Con agevolazioni ARERA Senza agevolazioni ARERA
Costo aumento potenza 55,56 €/kW 69,36 €/kW
Costo fisso di installazione 27,78 € 34,68 €
Quota destinata al distributore 25,51 €

Costo annuo in bolletta

Per quanto riguarda i costi annui invece bisogna considerare che non ci sono aumenti per kWh consumato; i costi annuali invece variano in base a scaglioni di potenza erogata dal contatore. Passando dai 3 kW e rimanendo entro i 4,5 kW il costo aggiuntivo annuale in bolletta sarà di 35,70 € ogni anno, mentre passando direttamente dai 3 kW ai 6 kW il costo annuo  in bolletta sarà di 71,55 €. Nel caso invece si abbia già a disposizione 4,5 kW e si voglia passare a 6 kW il costo annuo sarà sempre di 35,70 €.

Quanto tempo ci vuole per ottenere un aumento?

Qualora si decida di aumentare il valore di potenza richiesto bisogna informare il proprio fornitore, il quale, come indicato da ARERA, avrà a disposizione due giorni lavorativi per comunicare la richiesta al distributore locale. Nel caso sia possibile aumentare la potenza erogata da remoto il distributore dovrà completare l’operazione entro 5 giorni lavorativi dalla richiesta. Se, invece, si rende necessario un intervento sul contatore, allora i tempi possono raggiugere anche un massimo di 50 giorni lavorativi.

Di quanta potenza ho bisogno?

Qualora si decida di aumentare la potenza del proprio contatore rimane comunque da stabilire di quanto lo si voglia fare. Per rispondere a questo quesito è necessario valutare il proprio consumo giornaliero di energia nei momenti in cui si pensa di ricaricare la propria vettura. Infatti nel caso si preveda di ricaricare la propria vettura di notte, quando la potenza impiegata è più bassa (circa 1 kW), si potrebbe avere bisogno di un incremento più basso di potenza. Se invece si vuole poter ricaricare senza sforzarsi di dover pianificare le proprie ricaricare per evitare problemi, è preferibile richiedere un incremento maggiore di potenza.

Una Smart TV >50″ consuma, in media, tra i 150 e i 300 watt mentre un notebook può assorbire anche 65 watt; gli elettrodomestici sono molto energivori, con spesso delle potenze di picco discretamente importanti. Sommando i singoli elementi all’interno dell’abitazione è chiaro che una linea da 3 kW sarà sufficiente per ricaricare l’auto e utilizzare tutti i dispositivi. Il discorso cambia se, durante i cicli di carica, avviamo lavatrice, lavastoviglie o climatizzatore; se da un lato il wallbox è in grado di bilanciare la richiesta, dall’altro con un utilizzo consistente dei grandi elettrodomestici potrebbe “saltare il contatore”. In conclusione, come anticipato, non è c’è una vera regola: ogni abitazione ha le sue necessità.

In ogni caso il valore di potenza erogata a cui si vuole portare il contatore della propria abitazione dipende dalla vettura che si possiede, in particolare dalle capacità della sua batteria, e dal suo utilizzo: infatti se si necessita di ricaricare per un valore di 60 kWh la batteria ogni sera, sicuramente si avrà bisogno di grandi potenze.

Come si richiede la variazione di potenza?

Per variare la potenza disponibile occorre presentare una richiesta al proprio venditore, che farà da tramite verso il distributore per quanto riguarda sia la formulazione del preventivo sia la conferma della richiesta di variazione. Se la variazione è entro i 6 kW, il venditore informa direttamente il cliente, all’atto della richiesta, circa i costi e il tempo massimo di esecuzione. In caso di conferma da parte del cliente, il venditore trasmette la richiesta entro 2 giorni lavorativi al distributore, il quale esegue la prestazione entro il tempo massimo previsto.