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Avanti Tutta – INTRO (Pilota)

Il primo episodio della rubrica che riassume la storia della trazione anteriore e di come questo sistema ha rivoluzionato il mondo dell'automobile.

Negli anni ‘20 del secolo scorso, il panorama dell’auto era dominato da una specifica “architettura”: motore anteriore longitudinale e trazione posteriore.

Questa architettura vide la luce la prima volta all’inizio dell’era dell’ottone (circa 1896-1915) in Francia, sviluppata dalla neonata Panhard et Levassor. Il Systéme Panhard sconvolse il giovanissimo settore automobilistico diventando lo standard industriale, definendo la forma con cui identifichiamo le auto ancora oggi e sancendo la morte delle “carrozze a motore”, con ruote di grande diametro e i motori posizionati sotto i pianali.

L’efficacia e la praticità del sistema fu tale che venne utilizzato su ogni tipo di vettura: dalle spartane ed economiche Ford T, fino alle super esclusive e lussuose Rolls-Royce.

Fino alla fine degli anni ’60 è stato lo standard con cui bisognava confrontarsi, ma a partire dagli anni ’70 la sua posizione di rilievo si ridimensiona drasticamente, ed in un solo decennio si è ridotta ad una piccola nicchia viva ancora oggi.

Un nuovo standard industriale ha presto il suo posto nell’avanguardia della tecnica automobilistica per le stesse ragioni che portarono il Systéme Panhard a prendere il sopravvento all’inizio del secolo: efficacia e praticità. Una manna dal cielo in tempo di crisi petrolifera. I costi di produzione sono ridotti, ci sono meno pezzi e si assembla più velocemente. L’unico “difetto”, che proprio difetto non sarebbe, è che la trazione non è più posteriore, stroncando sul nascere le pulsioni di drifter imberbi pronti a tirare traversi con la loro prima auto di seconda mano, non appena in possesso del foglio rosa.

Quindi, cosa è successo tra gli anni ’30 e gli anni ’70? Chi sono le menti dietro la rivoluzione della trazione anteriore?

[…continua.]