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Bosch: la produzione di chip per auto non funziona più

Harald Kroeger, membro della dirigenza Bosch, ha ufficializzato quanto pensa la maggior parte degli esperti di auto sull’attuale carenza di materiali. L’intero sistema produttivo legato ai chip e alla tecnologia non funziona più com’era stato pensato inizialmente e non è solo colpa del Covid (e relativi stop alla produzione). Parlando a CNBC, spiega perché ci sono stati tutti i problemi degli ultimi mesi e come si potrà uscirne anche se ci vorrà parecchio tempo. Dato che parliamo del principale fornitore di componentistica per auto è almeno doveroso prendere nota di queste dichiarazioni.

Secondo Kroeger, l’intera industra dell’automotive non si è mai preparata nel modo giusto per gli imprevisti, di cui ovviamente il Coronavirus rappresenta la versione peggiore. Nei mesi scorsi, ad esempio, la nevicata sul Texas ha bloccato alcune fabbriche, così come hanno fatto incendi e altre fatalità in altre zone. In tutti i casi, la produzione di chip si è improvvisamente fermata per assenza di scorte, causando l’effetto domino che ancora vediamo adesso, ad esempio negli ultimi annunci di Toyota.

Essendo gran parte della produzione collocata in Asia, non esistono molte alternative se non realizzare nuove fabbriche. Da parte sua, Bosch ha appena aperto i nuovi impianti di Dresda ma ovviamente non saranno sufficienti a limitare i problemi attuali. Visto che il 90% dei materiali, soprattutto tecnologici, arriva da paesi come Taiwan e da compagnie come TSMC. Inoltre, va ricordato quanta tecnologia serve al giorno d’oggi fuori dal mondo dell’auto tra smartphone, computer, televisori e così via.

In tutto questo, il colpo di grazia è arrivato dall’improvvisa crescita nelle vendite (e quindi nella produzione) di auto elettriche. Dato che un’auto elettrica richiede quasi sette volte più parti tecnologiche, leggasi chip, rispetto ai motori termici, molti costruttori si sono trovati davanti un muro invalicabile. Perché la gestione avanzata delle batterie, per ottimizzare carica e autonomia, resta la priorità in tutte le elettriche e richiede centraline/computer appositi.

In definitiva, Bosch auspica che tutto questo serva da lezione per cambiare il funzionamento dell’intera industria. Nel frattempo, case produttrici e clienti dovranno attendere che gli attuali fornitori si rimettano in linea con tutti gli ordini.