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Dagli elettrodomestici alle auto, il rinnovamento di Dyson

L'amministratore delegato di Dyson, ha svelato il piano di investimenti dell'azienda nei prossimi cinque anni. Digital motor anche sulle auto?

Consequenzialmente alla presentazione del nuovo impianto di ricerca e sviluppo nel Wiltshire, Regno Unito, l’amministratore delegato di Dyson, Jim Rowan, ha svelato il piano di investimenti che coinvolgerà l’azienda nei prossimi cinque anni.

Parlando di cifre, Dyson investirà l’equivalente di 2.5 miliardi di sterline, suddivisi tra il restauro dell’hangar di Hullavington e la costruzione di un nuovo impianto produttivo a Singapore. l’azienda è stanziata stabilmente in Malesia dal 2004, producendo in loco sia le batterie necessarie ai propri prodotti “cordless”, che il rinomato “digital Motor” che è possibile trovare nella maggior parte dei prodotti marchiati dall’azienda britannica.

Proprio la registrazione, in ambito automotive, del brevetto “digital Motor” ha fatto subito pensare ad un impegno di Dyson nella realizzazione di una vettura. All’interno del piano presentato dal CEO, la produzione del primo modello dell’azienda si limiterà a circa diecimila unità, accomunando Dyson alla strategia che Tesla utilizzò nel 2008 con la vendita del modello “Roadster”. La vendita in tiratura limitata, oltre che aumentare l’esclusività del modello, permetterebbe a Dyson di vendere il suo primo modello ad un prezzo relativamente alto, sondando il mercato e permettendo un reinvestimento degli introiti nello sviluppo di altri due modelli più accessibili.

Contrariamente all’azienda americana la prima Dyson non sarà una vettura sportiva, come espressamente comunicato dall’amministratore, ma bensì un SUV. La scelta non è casuale, e sviluppare un SUV permetterebbe a Dyson di inserirsi in un segmento di “lusso” capace di accogliere incondizionatamente l’ultima novità.

L’asso nella manica dell’azienda britannica sarebbe il “know how” maturato in decenni di ricerca e sviluppo in ambito tecnologico, spendibile nella creazione di un’icona che lancerebbe Dyson nel mercato automobilistico. Recentemente Rowan ha comunicato l’impegno di un gruppo di 700 dipendenti, di cui 300 ancora vacanti, nello sviluppo delle varie componenti dell’ipotetica vettura. L’alone di mistero circonderebbe la tecnologia nascosta nel pacco batterie, che nella primogenita utilizzerà la tradizionale tecnologia agli ioni di litio, un dettaglio destinato a cambiare nelle fasi successive del piano industriale.

Rowan ha parlato esplicitamente della possibilità concreta di utilizzare batterie a stato solido nelle future Dyson entry level, posizionandosi al pari di altri produttori, come BMW e Toyota, che avevano precedentemente annunciato la stessa intenzione. La rapida introduzione di questa tecnologia da parte di un’azienda relativamente giovane in ambito automobilistico, potrebbe dare a Dyson un vantaggio non indifferente sui principali avversari nel mondo EV.

Parlando di date, le ultime indiscrezioni collocano la data di presentazione di questa prima creazione verso la fine del 2019, mentre le successive iterazione potrebbero arrivare sul mercato nel 2021. Nonostante la mancanza di render ufficiali, non è difficile trovare in rete una probabile preview della prima Dyson a “quattro ruote”.