Ibride e Elettriche

De Meo, CEO di Renault, prospetta un futuro fatto di rincari

Luce De Meo, CEO di Renault, ha emesso un amara sentenza: nei prossimi 12 mesi vedremo un aumento progressivo dei prezzi in tutto il settore automotive, legato alla carenza di chip e di molte altre materie prime indispensabili in questo settore.

“I prezzi delle automobili aumenteranno ancora di più nei prossimi 12 mesi”, afferma De Meo in un quotidiano spagnolo di fascia economica, l’Expansion. “poiché i produttori di chip stanno approfittando della leva e la scarsità sta facendo lievitare i prezzi, e non poco.”


Per quanto possano essere affermazioni forti, sono tutt’altro che infondate. Come già accennato in numerosi nostri interventi, siamo in un periodo post pandemico caratterizzato da una “carestia” di materiali nobili, quali il silicio, l’acciaio, l’alluminio, alcune tipologie di gas naturali (incluso il tanto discusso CNG per la propulsione di motori endotermici), e questo si ripercuote su tutta la filiera produttiva e di lavorazione dei materiali.

Renault afferma inoltre che molti dei profitti (che hanno subito un impennata nel primo semestre 2021) sono dovuti anche ad un margine di guadagno aumentato da parte delle case automobilistiche che tendono a puntare alla vendita di modelli mediamente più accessoriati e costosi, e al sempre più crescente comparto elettrico che, grazie al suo indiscusso fascino derivante tecnologico, permea fortemente i desideri degli acquirenti in tutta Europa.

Anche la strategia statale degli incentivi ha dato il suo contributo permettendo agli acquirenti di veicoli di fascia medio bassa di spostarsi su una categoria più costosa e prestante. De Meo conclude il suo intervento con un pensiero rivolto verso la concorrenza spietata di quelli che sono definiti i paesi produttivi per eccellenza, con un attenzione particolare verso la Cina.

“Se l’Europa diventa il continente con più auto a batteria, sarà terreno di conquista per i cinesi. Sono più competitivi nell’elettrico che nell’endotermico. Per questo, se abbiamo le normative più restrittive in termini di emissioni e ci concentriamo sull’auto a batteria, i cinesi guarderanno all’Europa invece che agli Usa”.