Ibride e Elettriche

Dieselgate, Martin Winterkorn dovrà pagare 10 milioni di euro

Secondo le ultime indiscrezioni, sembrerebbe che sia stato finalmente raggiunto un accordo – tra il Gruppo Volkswagen e l’ormai ex CEO, Martin Winterkorn – relativo ai danni con i quali l’azienda tedesca ha dovuto fare i conti a seguito dello scandalo del cosiddetto dieselgate. Dunque – secondo quanto emerso da Business Insider – l’ex amministratore delegato avrà l’obbligo di “risarcire” la casa automobilistica di Wolfsburg con un indennizzo pari a 10 milioni di euro. La notizia divulgata dal giornale statunitense nasce da una bozza di accordo e molto probabilmente, quest’ultima, dovrebbe diventare definitiva – quindi dovrà essere firmata dal manager, dal Gruppo Volkswagen insieme ad altri ex manager che facevano parte dell’azienda -, entro le prossime ore.

Inoltre, sembra essere emerso che il consiglio di vigilanza della casa di Wolfsburg avrebbe intenzione di fare il punto dell’accordo entro il prossimo fine settimana. Tuttavia, per il momento, sembrano non esserci dichiarazioni ufficiali rilasciate dall’azienda tedesca in merito alla delicata questione, così come nessuna dichiarazione è stata rilasciata dal portavoce dell’ex amministratore delegato della casa automobilistica Volkswagen. È bene ricordare che, nel mese di marzo scorso, il colosso tedesco non si era tirato indietro nell’annunciare – dopo aver seguito una lunga indagine – la colpevolezza del manager Martin Winterkorn poiché non aveva soddisfatto il suo “obbligo di diligenza” in merito alle questioni legate appunto alle emissioni che hanno interessato alcuni motori TDI del marchio Volkswagen.

A seguito di tali accuse – da parte del Gruppo VW nei confronti di Winterkorn, il quale si è dimesso dal suo incarico il 23 settembre del 2015 – il manager ha continuato a dichiararsi non responsabile di quanto accaduto in merito allo scandalo dieselgate. Nonostante ciò, il colosso automobilistico si è trovato a dover sostenere spese che hanno superato i 32 miliardi di euro, necessari per il pagamento di multe, ma anche spese legali e risolvere i problemi legati ai veicoli che sono stati coinvolti nello scandalo.