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Elon Musk, i tunnel ci salveranno dal traffico

Elon Musk non è solo un instancabile imprenditore col merito di aver dato un impulso decisivo sia allo sviluppo delle auto a guida autonoma che delle missioni spaziali su Marte, ma come tutte le persone intelligenti è anche un uomo di spirito.

Per questo motivo non è chiaro quanto scherzi e quanto invece sia serio quando scrive sul suo profilo Twitter che "Senza tunnel resteremo tutti intrappolati per sempre nell'inferno del traffico. Io credo davvero che i tunnel siano la chiave per risolvere la congestione urbana. Essere bloccati nel traffico distrugge l'anima. Le auto a guida autonoma peggioreranno il problema rendendo i veicoli economicamente più accessibili".

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Niente di male fin qui, proposta magari un po' eccentrica di cui si potrebbe discutere. Qualche dubbio viene invece leggendo altri post sull'argomento in cui, giocando col doppio senso del verbo To Bore – che può significare sia scavare che annoiare – ha affermato di voler fondare una "Boring Company" (azienda di scavo ma anche azienda noiosa) per costruire boring machine (macchine per scavare, ma anche macchine noiose) e concludendo che, tutto sommato "boring, it's what we do" (scavare, o annoiare, è quello che facciamo).

Al di là del simpatico calembour, proviamo però per un attimo a prendere in considerazione la proposta (hai visto mai, anche portare l'uomo su Marte potrebbe sembrare uno scherzo, e invece).  ‎"Nelle città sviluppate, non è possibile allargare le strade e quelle sopraelevate sono brutte. Così, scaviamo", riflette Musk in un altro dei suoi tweet. Fin qui non ha torto, perché effettivamente anche città con una concezione moderna come molte di quelle statunitensi‎ non possono spostare i palazzi per fare più spazio al traffico sempre crescente e il problema è ancor più grave in Europa dove la maggior parte dei centri abitati non è stata proprio concepita per il traffico di veicoli.

I tunnel invece potrebbero effettivamente essere realizzati in qualsiasi misura, offrendo percorsi di scorrimento confortevoli anche per un traffico molto sostenuto. Ma qui entrano in gioco almeno quattro parametri che ci fanno capire che forse Musk stava solo scherzando: i tempi di realizzazione, i costi, la difficoltà di riconnettere i percorsi sotterranei con quelli di superficie e, almeno in Europa, l'effettiva fattibilità di scavi di questo tipo.

I primi due punti si commentano da soli: lavori di questa entità richiederebbero anni e l'investimento di cifre ingenti. Per quanto riguarda il terzo punto, anche pensando di trasferire sottoterra soltanto le grandi arterie, quanto spazio servirebbe poi per riprodurre svincoli che consentano di smistare il traffico in superficie una volta giunti in prossimità degli snodi di contatto col sistema viario di superficie?

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L'intero discorso poi diventa insostenibile se si pensa che in Europa molte città ospitano già sottoterra un sistema di treni metropolitani, mentre in altre la morfologia del terreno potrebbe non consentire interventi di questo tipo. In città come Roma infine scavare significa imbattersi costantemente in resti archeologici, spesso di importanza storica, che costituirebbero quindi un'ulteriore elemento di difficoltà per un progetto del genere.

Ok, probabilmente il buon Elon era in vena di scherzare. Quello che non dice invece è che la soluzione al traffico, nei prossimi 20 anni o giù di lì, potrebbe venire proprio dal settore che lui stesso sta contribuendo a far nascere. Quando le auto a guida autonoma saranno una realtà consolidata delle nostre strade infatti sarà più facile affermare nuove tipologie di fruizione dei veicoli. Car sharing e car pooling diventeranno sempre più diffusi, contribuendo a diminuire le dimensioni del parco auto circolanti e soprattutto liberando importanti spazi pubblici dall'incubo dei parcheggi.

Restando sempre in circolazione per servire molteplici utenti le automobili non dovranno infatti più rimanere parcheggiate per ore, se non quando è necessario ma in aree che potrebbero essere ricavate – quelle sì – sottoterra. Molti produttori l'hanno già capito e si stanno organizzando per il futuro, come sta facendo ad esempio Mercedes con la sua strategia CASE (Connected, Autonomous, Shared and Electric), volta proprio a integrare motorizzazione elettrica, guida autonoma e sistema integrato di condivisione dell'auto.