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Focus ST e Mustang, drive experience fin sotto al Gran Sasso

Si parte da Roma e si viaggia fino al Gran Sasso, per poi pernottare in un incantevole borgo abruzzese, su e giù per le valli e ritornare nella capitale. Si è svolta così la due giorni di test drive Ford in cui la parola d’ordine era “performance”, e di conseguenza i mezzi scelti non potevano che essere Focus ST e Mustang.

Nonostante qualche ora di guida non sia sufficiente per dare un giudizio completo su un’autovettura, certamente possiamo darvi le prime impressioni. Focus ST erano disponibili in versione station e berlina, nella motorizzazione diesel da 185 CV, mentre le Mustang montavano un motore EcoBoost da 2.3 litri e 317 cavalli, nonché in versione GT, che significa far rombare un V8 da 5 litri in grado di sprigionare 421 cavalli.

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Abbiamo provato la ST in versione station e la Mustang cabrio con motore EcoBoost, entrambe ovviamente con cambio manuale a 6 marce. Per alcuni è difficile abbinare al concetto di sportività un modello Station Wagon, e chi vi scrive non fa eccezione, nonostante la ST sia in grado di divertire. Il motore Diesel diventa divertente quando tenuto su di giri, ai bassi è un po’ spento e non da molte soddisfazioni, se però si ha l’accortezza di allungare i rapporti, anche in un misto, su e giù dai monti, è divertente. Il design è “sportiveggiante”, con tagli filanti, senza essere esasperato. Gli interni rimangono comodi, e Ford ripropone il sistema Sync che evolve giorno dopo giorno, ed è in grado di offrire un buon valore aggiunto, soprattutto in rapporto al prezzo.

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La berlina è certamente un acquisto interessante per chi cerca un’auto sportiva, divertente, in grado di dare emozioni, senza soluzioni esasperate. In altre parole, va bene sia per il ragazzo con l’adrenalina nelle vene, sia per chi vuole un’auto normale, ma che all’occorrenza è in grado di mostrare i muscoli. Su e giù per le strette strade di montagna la ST Station è stata divertente, ma la sensazione è che la berlina lo sia ancora di più.

Passiamo a Mustang, un’icona. C’è poco da dire sull’estetica, è bellissima. Ma non è l’auto giusta per correre tra le strade di montagna, almeno non per me. Giù il tettuccio, aria nei capelli, velocità sostenuta ma non troppo, e un sedile da cui gustarsi i panorami che passano veloci. Certo poi si schiaccia l’acceleratore e si gongola al rombo cupo dell’EcoBoost, che ha tutta la potenza che serve per correre. La vista dall’abitacolo è il grosso cofano con le due linee bombate che scendono verso il paraurti, e l’idea è quella dei pedoni che si girano a guardarti.

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Non abbiamo fatto molti chilometri sulle strade di montagna, ma dimensioni e peso non sono quelli più adatti a una guida tortuosa ed esasperata. Piuttosto, come detto, schiacciare a fondo sul dritto per accelerare da 0 a 100 in meno di sei secondi ha il suo perché. Ma torna sempre l’idea di essere al volante di un modello che è ormai nella storia delle quattro ruote, ed è forse un po’ questa idea che ci fa mettere comodi nel sedile avvolgente e assumere una posa da copertina.

La Mustang è dopotutto anche comoda, anche nel famigerato traffico romano, con la capotte alzata il comfort è buono e non si rimpiange troppo il modello Fastback, anzi proprio per niente.

Focus ST parte da circa 35mila euro, mentre Mustang, nel modello EcoBoost da 38mila euro, 42mila in versione convertibile.