Auto

Ford auto, le berline non si vendono più in USA e Canada

Ford è sinonimo di automobili. Pur non essendo una delle primissime aziende a produrre autovetture, la società americana realizzò il primo modello di diffusione di massa, inventando due dei simboli della produzione: il fordismo e la catena di montaggio. Sentire dunque l'azienda comunicare che presto non produrrà più berline a 2 o 3 volumi in Nord America fa una certa impressione e spinge alla riflessione sul futuro dell'automobile.

La decisione è stata comunicata dal CEO Ford in occasione della diffusione dei risultati finanziari del primo trimestre 2018 che, al contrario di quanto si potrebbe ipotizzare, sono comunque ottimi e addirittura superiori alle previsioni degli analisti. L'azienda infatti ha fatto registrare ricavi in crescita del 7% anno su anno e un utile netto in aumento del 9%, sempre rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente, attestandosi rispettivamente a 41,96 e 1,74 miliardi di dollari.

untitled
La FordMustang,continuerà a essere prodotta

Nonostante questo però il presidente e CEO Jim Hackett ha preso tutti in contropiede annunciando un cambio di strategia drastico per il prossimo futuro, che potrebbe preannunciare decisioni simili da parte di altre grandi case automobilistiche. Ford ha deciso in pratica di non produrre più berline, sia a due che a tre posti, per l'intero mercato nord americano, non appena questo ciclo produttivo terminerà. L'intera gamma sarà dunque ridotta soltanto a due modelli: l'intramontabile muscle car Ford Mustang e un SUV di nuova generazione che sarà rivelato più avanti. Svaniranno invece Focus, Fiesta e Taurus, mentre resteranno i veicoli commerciali. Ma perché?

"Siamo impegnati a intraprendere le azioni appropriate per promuovere una crescita dei profitti e massimizzare il rendimento della nostra attività nel lungo termine", si legge nel documento ufficiale, che poi continua dicendo: "entro il 2020, quasi il 90 % del nostro portfolio in Nord America sarà costituito da camion e veicoli commerciali. A causa della declinante domanda consumer e di margini di profitto sui relativi prodotti, l'azienda non investirà più su future generazioni di berline Ford tradizionali".

Leggi anche: Google Car in sharing? Salveremmo le nostre città

Ford dunque sembra aver già preso coscienza di avvisaglie che forse qui in Europa sono meno evidenti ma che nell'America del Nord si stanno già manifestando con più forza, anche se non hanno ancora intaccato i profitti. Con l'avvento degli acquisti online e soprattutto del car sharing infatti sono sempre meno le persone che vedono la necessità di acquistare un'automobile e entro un decennio, quando le auto a guida autonoma inizieranno a diffondersi, questa tendenza diverrà ancora più evidente.

Molti studi infatti attualmente confermano che per oltre il 90% della propria vita media, un'automobile tradizionale resta parcheggiata. In futuro dunque la sinergia tra modelli di condivisione e auto a guida autonoma farà sì che uno stesso veicolo possa servire diversi utenti nell'arco della stessa giornata, con un impatto positivo sul traffico, sui consumi, sull'inquinamento e anche sull'urbanistica, consentendo il recupero di vaste aree attualmente dedite a parcheggi.

Cattura JPG
La Ford Taurus, una delle berline che non saranno più prodotte

Tra i vari provvedimenti tramite cui Ford mira a creare valore nel lungo termine a partire dal 2020 infatti Hackett non a caso indica anche: "La creazione e dimensionamento di una piattaforma di mobilità e esperienza d'uso che piacerà ai clienti. Ford mira a diventare più di un semplice fornitore di soluzioni mobili. Come delineato al CES a gennaio, la sua ambizione è quella di creare una cloud transportation mobility di scelta per le città, diventando un orchestratore di tutte le connessioni digitali dai veicoli alle strade, sino alle case".

Si tratta di una rivoluzione che in pochi hanno colto nelle laconiche parole del CEO Ford, ma che promette di cambiare in pochi anni il volto dell'industria automobilistica. Il 2020 è ormai dietro l'angolo e se la strategia risulterà premiante nel giro di pochi anni molte case automobilistiche seguiranno l'esempio e non solo in Nord America.