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Golf GTI Performance e Golf R, le più potenti di sempre

Maggiore potenza, più tecnologia a bordo e una linea ancora più intrigante per Golf R e GTI Performance, i due modelli sportivi di Volkswagen che abbiamo guidato in pista e sui bei saliscendi maiorchini.

La Volkswagen Golf GTI, la prima 'hot hatch' della storia, debuttò sul mercato nel 1976 e rappresentava la versione sportiva della Golf, nata due anni prima, diventando negli anni la sportiva compatta di maggior successo a livello mondiale.

All'epoca la GTI era equipaggiata con il motore 1.6 da 110 CV che, grazie anche alla massa di soli 800 kg, consentiva alla vettura di raggiungere la velocità massima di 180 km/h e accelerare da 0 a 100 in nove secondi. 

41 anni dopo, voliamo a Maiorca per abbracciare la sua nipotina, in versione Performance, che rimane sì fedele al concetto originario di sportività, ma lo adegua ai tempi: mantiene la leggendaria linea rossa nella calandra anteriore e i sedili in stoffa tartan con trama scozzese, ma vanta un motore 2.0 TSI, dispone di Cruise control adattivo, Active Info Display digitale e fari con tecnologia LED di serie.

Nel 2013, con la Golf di settima generazione hanno debuttato due GTI: una "normale" da 220 CV e la versione Performance da 230 CV, mentre Il 2017 è un anno di grandi cambiamenti per le Golf GTI.

Nell'ambito dei rinnovamenti sia tecnici che estetici, entrambi i modelli hanno guadagnato in potenza: per prima, a inizio anno, è stata presentata una nuova "versione normale" che ora sviluppa 230 CV (ma questa versione non viene offerta in Italia); invece, per quanto riguarda la nuova Golf GTI Performance, si presenta con 15 CV in più rispetto al modello precedente.

La coppia massima è salita a 370 Nm, con un aumento di 20 Nm (tra 1.600 e 4.300 giri). Con questa motorizzazione, la Golf GTI Performance accelera da 0 a 100 km/h in soli 6,2 secondi e raggiunge i 250 km/h di velocità massima, limitata elettronicamente. Queste prestazioni di marcia valgono sia per la versione con cambio manuale a 6 marce, sia per la variante con cambio a doppia frizione DSG a 7 rapporti di nuova concezione.

Rispetto alla versione 230 CV, la nuova Golf GTI Performance è inoltre dotata di freni maggiorati, bloccaggio del differenziale anteriore e Active Info Display digitale.

La GTI, anche in versione Performance, è esattamente come te l'aspetti da decenni: è cioè una vettura sportiva e raffinata, le parole "ignorante" oppure "tamarra" proprio non fanno parte del suo dizionario e le lascia volentieri ad altri perché non fanno necessariamente rima con sportività; predilige altre parole, come "motore elastico e corposo", perché vuole continuare a essere un riferimento per tutti.

Le uniche concessioni sono rappresentate dai due terminali di scarico singoli con diametro maggiorato (che non borbottano e non scoppiettano ma producono un sound che rispetta la compostezza dell'auto, ma sa toccare le corde giuste) posizionati esternamente uno per lato,  dalle pinze dei freni rosse, dallo spoiler in coda (non molto pronunciato), dall'assetto ribassato di 1 centimetro e mezzo e dal diverso trattamento della parte bassa dei paraurti.

I gruppi ottici posteriori a LED, identici a quelli di GTE e R, sono dotati di serie di due funzioni dinamiche: quella di indicazione di direzione (orientamento della luce dall'interno verso l'esterno) e quella di commutazione grafica tra luce di posizione orizzontale e luce di stop verticale.

Tutto è dunque al posto giusto, la funzionalità domina sul design e i pulsanti sono posizionati in modo intelligente proprio dove devono essere.

Ben più leggera della cugina green GTE, la GTI Performance che abbiamo guidato nello stesso percorso all'interno dell'isola delle Baleari fatto di saliscendi e ampi curvoni che si sono alternati a curve più strette, regala qualche brivido e un sorriso già nel momento in cui si impugna il pomello del cambio manuale a forma di pallina da Golf, uno dei tre elementi cardine da cui i designer della GTI partono sempre. Quali siano gli altri due l'abbiamo già evidenziato nel secondo paragrafo.

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cambio manuale a forma di pallina da Golf

La GTI è da sempre una vettura molto piacevole da guidare e con il cambio manuale, a parere di chi l'ha guidata, mantiene intatto il proprio DNA.  

La GTI Performance lo è di più? Si, e non solo per i 15 cavalli aggiuntivi che la rendono un pochino più grintosa, ma perchè sfrutta in pieno i benefici del differenziale anteriore con bloccaggio idraulico a controllo elettronico e la sensazione di viaggiare sui binari si fa più forte: l'auto scorre velocemente in curva con una compostezza esemplare e sui tratti più tortuosi si riesce a fare quasi tutto senza cambiare la posizione delle mani sul volante, grazie a uno sterzo preciso e rapidissimo nei feedback.

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Sterzo preciso

I consumi dichiarati da Volkswagen nel ciclo combinato NEDC sono nell'ordine di 6.3 l/100 km (0,2 l/100 km in meno rispetto alla versione con cambio DSG), che, per una vettura che sviluppa 245 cavalli, sono un buonissimo risultato.

Con l'ultima generazione di GTI Perfomance è dunque ancora più facile andare forte sul serio: chilometro dopo chilometro, curva dopo curva, abbiamo provato sulla nostra pelle che mette in mostra un carattere ben marcato  e che tutto è stato ottimizzato per rendere meno impegnativa la guida pur mantenendo molto elevati gli standard prestazionali.

La nuova Golf R

Arrivati al circuito di Llucmajor di Palma di Maiorca, scendiamo un po' dispiaciuti dalla rossa GTI, ma troviamo, pronte a concedersi alla stampa, un bel "Poker di Regine": ovvero quattro lucenti GOLF R 2017.

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Golf R

Una storia iniziata 15 anni fa con il modello originario di questa serie, la Golf R32; la Golf di quarta generazione, lanciata nel 2002 e già allora in grado di erogare 241 CV, fu anche la prima Volkswagen al mondo a offrire il cambio a doppia frizione DSG.

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Golf R32

Tre generazioni dopo, i cavalli di potenza della sportiva, nel frattempo denominata Golf R, sono saliti a 300. Con l'attuale restyling a livello di design e tecnologia, la potenza della Golf R 2017 si attesta a 310 CV  e 400 Nm (tra 5.500 e 6.500 giri). Il risultato? Una Golf di serie con i valori di potenza e accelerazione migliori di sempre, superiori anche alla GTI Clubsport S, che vantava una potenza di 310 CV ma una coppia pari a 380 Nm.

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Volkswagen Golf R 2017

La nuova Golf R 2017 è disponibile solo con il sistema di trazione integrale 4Motion, uno schema che, in combinazione con questa meccanica e con la trasmissione DSG a doppia frizione le permette di raggiungere i 100 km/h da ferma in soli 4,6 secondi (5,1 con cambio manuale). Siamo sui tempi della Porsche Carrera; la dinamica superiore non si deve unicamente al nuovo cambio DSG a 7 rapporti caratterizzato da straordinaria rapidità di innesto e al Launch Control, in questo caso di serie, ma anche al rendimento complessivo del motore.

La velocità massima è limitata elettronicamente a 250 km/h, un limite che nell'attuale evoluzione della "R" può essere superato grazie al pacchetto Performance, disponibile a richiesta dal prossimo autunno, che aumenta la velocità massima a 267 km/h (270 km/h per la Variant, che pero' non sarà venduta in Italia perchè nel "bel Paese" dei santi, navigatori e car designers non riusciamo proprio a digerirne la linea).

Il nuovo impianto di scarico sviluppato dall'azienda slovena specializzata Akrapovič e disponibile a richiesta, ne esalta la vocazione prestazionale.

Lo sloveno Igor Akrapovič è stato pilota professionista; poi decise di dedicarsi alla produzione di impianti di scarico, in particolare di tipo sportivo, dando vita a prodotti di qualità.

Assieme alla Volkswagen ha sviluppato un nuovo impianto di scarico in titanio R-Performance destinato alla nuova Golf R tre o cinque porte (versione Variant esclusa).

Come quasi tutti i sistemi firmati Akrapovič, anche l'impianto disponibile sulla Golf R impiega il titanio; l'utilizzo di questo metallo nobile consente una riduzione del peso del 40% (7,2 kg) rispetto all'impianto di serie e le regala un sound assolutamente inconfondibile: a seconda del profilo di guida il suono risulta ora più discreto nelle normali condizioni di impiego ora più grintoso e in stile Motorsport.

Il sound tipico degli impianti Akrapovič rivela la propria essenza in particolare a regimi elevati e in fase di innesto: tuning perfetto, non eccessivamente forte eppure sempre emozionante. Se, analogamente agli impianti di serie, anche il sistema Akrapovič della Golf R prevede quattro terminali, dal punto di vista del design vanta invece una configurazione assolutamente originale.

A bordo della nuova Golf R troviamo anche il Race mode e l'impostazione Esc off, che consente di disattivare totalmente il controllo di stabilità.

Il primo contatto con la nuova Golf R, spingendo forte tra le curve e brevi rettilinei del piccolo ma tecnico circuito maiorchino, trasmette sensazioni sincere e rapide, potenza a volontà e grande stabilità grazie a un  telaio eccellente, a sospensioni che rilasciano un ottimo feeling e alla trazione integrale 4motion, che dona alla R grande equilibio.

In sostanza, se non si preme il pulsante Esc off (cosa che peraltro ci è stata vietata dal bravo, ma severo, pilota tedesco che ci anticipava sulla R "lepre"), è quasi impossibile scomporla e farla uscire dai binari. Poco male, non siamo in pista per una sessione di drifting.

Lo sterzo progressivo lavora di precisione anche nelle curve più chiuse, assicurando sempre fedeltà alla traiettoria impostata.

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Eccellente la frenata, ottimizzata dall'impianto Performance, 2 kg più leggero del sistema di serie, che riduce le masse non sospese. I componenti  risultano estremamente resistenti al fading anche alle elevate temperature raggiunte soprattutto durante la guida su pista.

I dischi freno anteriori sono caratterizzati da una particolare modalità costruttiva: la campana del freno è realizzata in alluminio; l'anello di attrito, in acciaio pressofuso, è collegato alla campana tramite perni calibrati incorporati per fusione, e può quindi dilatarsi in senso radiale in caso di surriscaldamento.

I paraurti sono stati ridisegnati, mentre le fiancate sono impreziosite da gusci degli specchietti retrovisori esterni cromati opachi o a richiesta in nero lucido o carbonio.

Una gradevole novità è rappresentata dai cerchi Spielberg da 19 pollici in nero con superficie tornita a specchio.

Anche per i modelli R sono disponibili i nuovi sistemi di infotainment, come il Discover Pro da 9,2 pollici con comandi gestuali e la strumentazione interamente digitale Active Info Display. I sistemi offrono una grafica specificatamente adattata alla Golf R: in modalità Sport il sistema di infotainment mostra in tempo reale nella consolle centrale valori di funzionamento del motore, come la pressione di sovralimentazione e la potenza erogata. Un accelerometro visualizza inoltre le forze di accelerazione.

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Sul fronte consumi la nuova Golf R con cambio manuale dichiara 7,9 l/100 km, mentre per le versione con cambio DSG si va dai 7 l/100 km della tre porte ai 7,2 l/100 km della Variant.

Concludiamo con una provocazione. Sapete quale delle due R ci ha divertiti e nel complesso ci ha soddisfatti di più?

La Variant, si proprio quella che non vedremo mai in Italia! Non siamo impazziti, è una pura questione di feeling, sarà per il passo un po' più lungo o per i controlli di trazione un pochino meno invasivi (tranquilli, non abbiamo disinserito l'Esc). In ogni caso, il brutto anatroccolo, per l'occasione, si è trasformato nel nostro cigno preferito.

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La nuova Volkswagen Golf GTI arriva in listino con prezzi a partire da 34.000 euro, mentre per concedersi le grazie della Regina della gamma Golf di Volkswagen, si parte da 45.900 euro.