Ibride e Elettriche

Il Regno Unito accelera: le nuove abitazioni saranno dotate di colonnina di ricarica

Il primo ministro Boris Johnson delineerà a breve un’aggiunta ai regolamenti edilizi del paese, che richiederà alle nuove case e proprietà non residenziali, come supermercati e luoghi di lavoro nonché proprietà sostanzialmente ristrutturate con più di 10 posti auto, di installare wallbox o colonnine di ricarica per alimentare i veicoli elettrici.

Il governo afferma che questo cambiamento porterà all’installazione di un massimo di 145mila punti punti di ricarica in tutta l’Inghilterra ogni anno, che andranno ad aggiungersi agli oltre 250mila luoghi di ricarica domestici e sul posto di lavoro attualmente disponibili. Il primo ministro ha inoltre evidenziato come la maggior parte delle ricariche avvenga in casa, il che significa che le persone potranno trovare una colonnina già pronta senza doverla acquistare ed installare in un secondo momento. La ricarica non sarà più un limite se sarà più facile ricaricare il proprio veicolo a casa. Il caricatore sarà direttamente commissionato dal governo, con un unico design e dotazione, anche se al momento non è chiaro come avverrà il processo di inserimento e installazione.

Con l’avvicinarsi del ban all’endotermico del 2030 nel Regno Unito, il governo sta investendo nell’infrastruttura dei veicoli elettrici per incoraggiare l’adozione delle soluzioni più green; in aggiunta alle nuove normative per l’edilizia, introdurrà anche nuovi metodi di pagamento “smart” così da incontrare anche il gusto delle generazioni più giovani.

In Italia la situazione è ancora critica sotto questo punto di vista senza un vero piano di investimenti sull’elettrico e sulle nuove costruzioni; nonostante questo aspetto, nei prossimi mesi potremmo assistere ad una più concreta integrazione delle strutture di ricarica all’interno di distributori di benzina cittadini e autostradali. L’infrastruttura di ricarica è ancora un dei più grossi nodi da sciogliere, ma il governo si è dichiarato più volte al lavoro per trovare una soluzione valida. Nel frattempo un ulteriore aiuto potrebbe giungere da Tesla che, al momento solo in Olanda, ha deciso di aprire la propria struttura di ricarica anche a veicoli di terze parti.