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Infiniti Q50, prova dell’ ibrida con un V6 aspirato da 3.5L

Descrizione generale Giunta al secondo update, la berlina di lusso di Nissan si aggiudica l’appendice “s” grazie ad un nuovo motore e alla collaborazione con il partner Renault che promette di migliorare non solo le performance di guida ma anche l’efficienza durante la marcia. Estetica ed interni Il refresh 2018 porta una ventata di aria […]

Descrizione generale

Giunta al secondo update, la berlina di lusso di Nissan si aggiudica l’appendice “s” grazie ad un nuovo motore e alla collaborazione con il partner Renault che promette di migliorare non solo le performance di guida ma anche l’efficienza durante la marcia.

Estetica ed interni

Il refresh 2018 porta una ventata di aria fresca grazie all’adozione del nuovo family feeling della serie Q. si nota subito la grande calandra centrale con grigia a doppio arco e le sembianze arrotondate ma aggressive del frontale. Il redesign all’anteriore comprende anche i gruppi ottici anteriori, che ora si mostrano nella nuova forma a mezzaluna. La versione “S” inoltre vanta un design a tre razze esclusivo dei cerchi da 19″ e un look sportivo grazie all’assetto più basso, ma su quell’aspetto torneremo dopo.

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Anche il retrotreno ha ricevuto le attenzioni dell’aggiornamento, con un piccolo estrattore nella parte inferiore e un diverso design della fanaleria posteriore.
Il modello che abbiamo ricevuto in prova inoltre sfoggiava il nuovo colore iridium blue, una tonalità ricca e profonda sia sotto la luce solare che quella artificiale.
Se all’esterno il restyling mira a perfezionare il design delle generazioni precedenti, all’interno infiniti ha saputo portare tutta la tecnologia della gamma “Q” lasciando ampio spazio a materiali pregiati e ottimi tessuti.

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I sedili, completamente rivestiti in pelle “Stone”, nella nostra versione, sono adeguatamente comodi e generosi nel supporto lombare; questo vale sia per i sedili anteriori che per quelli posteriori, con il valore aggiunto che dietro la comodità è amplificata dall’ampio spazio per le gambe.
Il design della plancia è inusuale, con due schermi nella parte superiore e un tunnel che si conclude dietro la leva del cambio ma si integra bene con il linguaggio degli interni e con i materiali plastici della plancia.

Dotazioni tecnologiche

L’upgrade tecnologico su questa q50 spazia dalla sicurezza alla praticità, senza dimenticare l’impronta premium della gamma. Sono disponibili il FCW (avviso di collisione frontale predittivo) e la frenata di emergenza automatica, l’intelligent cruise control adattivo(ICC), il sistema anticollisione in retromarcia (BCI) e l’indicatore del punto cieco (BSI) oltre che l’avviso di allontanamento dalla corsia di marcia (LDP).
Apprezzabile anche la personalizzazione del comportamento dello sterzo, configurabile sia in rigidità che come feeling durante la guida.
Il vero protagonista delle dotazioni tecnologiche è la rilevazione dinamica della pressione del pedale dell’acceleratore. Procedendo ad esempio in un tratto autostradale, q50 individuerà automaticamente la pressione ottimale del pedale dell’acceleratore affinché il conducente, pur mantenendo il totale controllo della velocità della vettura, possa evitare sprechi e accelerazioni inutili.

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Questa funzione si basa su una resistenza alla pressione variabile del pedale elettronico, una chicca davvero originale e incredibilmente funzionale che non ho, fin ad ora, mai incontrato su un’altra vettura.
Malgrado il corredo ampiamento fornito sul lato sicurezza alla guida, il sistema di infotainment di Infiniti ha diverse pecche, a partire dalla configurazione a due schermi.
Lo schermo superiore è utilizzabile solo per la navigazione, peraltro tramite il navigatore incorporato, dato che non sono supportati ne Android auto ne Apple Carplay. Lo schermo inferiore gestisce le impostazioni, la parte telefonica e la ricerca di canzoni.

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Questa soluzione non solo porta via spazio e risulta più ingombrante e macchinosa rispetto ad una più semplice ad uno schermo (magari di dimensioni considerevoli), e nel 2018, soprattutto su una vettura destinata ad un segmento premium ci si aspetta il supporto ad Android auto e Apple Carplay.
Bene il sistema audio, targato bose e configurabile fino a 16 altoparlanti, che fortunatamente fa dimenticare la pessima integrazione con gli smartphone.

Sensazioni alla Guida

Scegliendo tra le alternative del segmento D ci si trova spesso a dover far i conti con un quattro cilindri in linea sovralimentato o un diesel. Singolare è quindi stata la scelta di infiniti, che ha deciso di montare un motore a benzina 3.5L da sei cilindri, affiancandolo al neonato hybrid assist sviluppato in collaborazione con il team Formula One di Renault.
Le aspettative sono alte e vengono ripagate da un propulsore che offre un sound unico, fuori e dentro l’abitacolo, oltre che un’esperienza di guida radicalmente diversa da un “Normale” sovralimentato a benzina.

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La coppia viene erogata diversamente ed è complessivamente meglio spalmata sul contagiri, ma è qui che entra in gioco il modulo anticipato.
La collaborazione tra infiniti e Renault sport ha dato vita ad un dispositivo che si integra in maniera “diretta” con la parte restante della vettura. le batterie usate dal motore elettrico sono state posizionate dietro i sedili posteriori per ridistribuire il peso e limitare il consumo di capacità di carico.

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Il modulo è composto da un sistema a 346v che vanta una batteria da 50Kw; è qui che si pone la prima limitazione, dato che la capacità non è sufficiente a spingere questa q50 in modalità full-electric. In realtà questa integrazione è stata realizzata per facilitare le partenze da fermo e incrementare l’efficienza della vettura durante le percorrenze nel traffico. La scarsa (per gli standard moderni) capacità della batteria permette all’hybrid boost di funzionare per pochi minuti, consentendo tuttavia la ricarica durante la marcia grazie alla frenata rigenerativa. Ne giovano la coppia massima, che sale da 350 a 546Nm, e i consumi medi.
Il feeling di guida è peculiare, forse perché il volante non ha un collegamento meccanico con le ruote e dunque non restituisce tutte le imperfezioni della strada. Il feedback tanto necessario nelle situazioni di guida “dinamica” è proposto sotto forma di vibrazioni del telaio che si materializzano nella corona del volante.

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Il comfort è la precisione non sono solo figli dello sterzo elettronico, ma anche dello schema sospensivo. La configurazione di questa Q50 è abbastanza avanzata, considerando la fascia della vettura e il suo utilizzo previsto.
All’avantreno troviamo due quadrilateri, una soluzione inusuale ma tremendamente efficacie nelle situazioni sportive e nell’assorbimento delle irregolarità. Al retrotreno la q50 può contare su un ponte Multilink, un sistema collaudato estensivamente e dotato di una certa raffinatezza. La comodità in marcia è ottima, le sconnessioni si sentono poco e non infastidiscono l’assetto della vettura, anche ai limiti degli pneumatici.
appassionante ed efficace se si pensa che questa è più una berlina di rappresentanza che sportiva.

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I difetti? il cambio non aiuta, i rapporti sono molto lunghi e gli innesti sono sconnessi e imprecisi dopo l’input.
Ma il più grande difetto, anche dinamico, dell’auto è il peso. le quasi 2 tonnellate si fanno sentire nei cambi di direzione, anche se mitigate da un eccellente rinvio di coppia sulle ruote motrici. Ne risente anche la frenata, che poteva offrire qualcosa di più.

Consumi

Questa versione non sarà tra le più parche, del resto bisogna aspettarselo acquistando un 3.5L V6, ma sono rimasto piacevolmente colpito dalle “performance” del sistema ibrido in questo senso. Stando attenti e guidando con tranquillità il consumo medio inferiore si registra in città; grazie alla spinta elettrica le partenze da fermo utilizzano poco il propulsore a benzina e permettono a questa Q50 di fare 13-14 Km/l. la situazione peggiora a regimi autostradali, dove il sistema elettrico agisce di meno, qui si ottengono circa 10 Km/l. Dulcis in fundo la guida sportiva tira fuori il peggio di questa combinazione arrivando a 6 Km/l.

Verdetto

Q50 è una vettura esteticamente accattivante, divertente da guidare e da guardare. Il suo neo principale è il peso, contro il quale c’è poco da fare.
la politica adottata da Infiniti di eliminare gli inutili optional all’acquisto e rendere quasi tutti i pacchetti di serie è vincente, il prezzo di partenza è basso per una vettura di questo calibro e potrebbe rendere la versione a gasolio, in prova a breve, un acquisto più responsabile.

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Per quanto riguarda questa versione, mi ha sorpreso la perfetta implementazione del sistema ibrido come amplificatore di potenza e reattività, recuperando la preziosa energia che andrebbe altrimenti perduta in fase di frenata.