Auto

Intel, una divisione per creare l’auto autonoma del futuro

Intel ha annunciato di aver dato vita all'Automated Driving Group, una divisione che si occuperà solamente di tecnologie hardware e software per la guida autonoma.

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È un nuovo tassello di una strategia fatta di molti passaggi, a partire dalla ristrutturazione avviata lo scorso aprile, per passare alla partnership con BMW e Mobileye, fino ad arrivare al recente stanziamento di 250 milioni di dollari per accelerare lo sviluppo delle tecnologie e sostenere le nascenti startup del settore.

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L'Automated Driving Group sarà guidato da Doug Davis, attuale vicepresidente senior e general manager della divisione Internet of Things. Davis doveva ritirarsi entro fine anno, ma a quanto pare la pensione può attendere. In virtù del cambio di mansioni, la divisione dedicata all'Internet delle cose passa nelle mani di Tom Lantzsch, ex dirigente di ARM.

Il nuovo team non avrà molto tempo per assestarsi, ma dovrà mettersi subito al lavoro. In questi mesi Intel ha gettato le fondamenta per avanzare nel settore e nelle ultime ore è stata messa nero su bianco una nuova importante alleanza con Delphi Automotive e Mobileye per lo sviluppo di tecnologie per l'auto autonoma. Dovrebbe essere annunciata ufficialmente martedì, ma ormai è il segreto di Pulcinella.

In particolare Intel metterà a disposizione di Delphi e Mobileye "chip specializzati" per la gestione di sensori e tutta la componentistica che permettono all'auto di "vedere" la strada e guidare da sola in sicurezza, riconoscendo ostacoli, pedoni, altre auto o situazioni di pericolo.

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"Entro 2 anni, Delphi e Mobileye sperano di offrire ai produttori un sistema che darà ad auto meno costose e camion l'intelligenza per guidare da soli. Al centro ci sarà un pacchetto di chip Mobileye e Intel capace di effettuare circa 20 trilioni di calcoli matematici al secondo", ha spiegato Glen DeVos, vicepresidente engineering and services di Delphi.

Una versione successiva del sistema dovrebbe invece garantire dalle 2 alle 3 volte quella potenza di calcolo. Una portavoce di Intel ha confermato la partnership e ha spiegato che al centro ci saranno i chip Core i7 e successivamente sarà usato un più potente processore, a oggi sconosciuto (almeno secondo il New York Times), che sarà svelato entro poche settimane.

Intel guarda al settore dell'auto perché la richiesta di potenza di calcolo è destinata a crescere esponenzialmente. L'azienda, d'altronde, ha come fine ultimo quello di vendere i propri processori. Lo stesso stanno facendo altre realtà come Nvidia (partnership con Audio, Volvo e Tesla) e Qualcomm (acquisto di NXP). "Intel è un'azienda molto potente, ma arriva tardi. Siamo nel settore già da molto tempo", ha commentato Danny Shapiro, direttore senior per le tecnologie automotive di Nvidia.

Secondo Gartner il segmento dei semiconduttori destinati alle auto ha generato un fatturato di 30 miliardi di dollari nel 2015 contro i circa 15 miliardi del 2003. E siamo solo all'inizio, probabilmente Nvidia si sbaglia: c'è spazio per tutti.

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