Ibride e Elettriche

La carenza di componenti frena la produzione delle auto

L’attuale carenza di materie prime sembra ostacolare i livelli di produzione di molti settori industriali, a partire dall’automotive. Non a caso, la pandemia da Covid-19 che sta colpendo il mondo intero da circa un anno ha portato ad un’ interruzione delle catene di fornitura.

Sono diversi i settori industriali devono dunque far fronte ad una carenza di semiconduttori, fondamentali non solo nel settore automobilistico ma anche in ambito informatico. La forte contrazione della domanda ha pertanto portato le diverse case automobilistiche a rielaborare i piani relativi alla produzione. Come accennato, a farne le spese durante i mesi di pandemia sono inevitabilmente state tutte quelle aziende produttrici che si dedicano alla produzione di tali componenti.

Tra le case automobilistiche che hanno purtroppo visto ridurre la propria produzione spicca Volkswagen che dichiarato come nel primo trimestre del 2021 dovrà far fronte ad una riduzione di 100.000 auto. Non da meno la statunitense Ford che ha deciso di sospendere per un mese la produzione nei siti tedeschi, riducendo i turni di lavoro in alcuni impianti d’oltreoceano. General Motors invece dovrà chiudere alcuni suoi stabilimenti per almeno una settimana. Una situazione piuttosto difficile e preoccupante dunque, che dovrebbe interessare tutto il primo semestre dell’anno, nonostante siano diversi i produttori di semiconduttori intenzionati ad aumentare la produzione.

La stessa ANFIA ha ribadito che le consegne ai clienti stanno subendo ingenti ritardi, con la conseguente impossibilità da parte delle aziende di soddisfare la domanda finale, che potrebbe tuttavia portare ad una perdita di nuovi ordini.

Tra i fattori che si ipotizza possano essere alla base di questa tendenza c’è l’assorbimento di grossa parte delle disponibilità mondiali di materia prima da parte della Cina, che si trova, in questo momento, a dover integrare le scorte prima dell’ormai imminente chiusura per il Capodanno cinese. È Tuttavia da considerare l’attuale indisponibilità di container, in numero insufficiente a causa di una ripresa del trade oltre le aspettative in alcuni Paesi, in primis la Cina, e per la cancellazione, da parte degli operatori logistici, degli ordini di nuove unità nella prima metà del 2020, il periodo dei lockdown, spiega ancora l’ANFIA.

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