Auto

L’attestato di rischio RC auto spedito via Facebook, Whatsapp e Twitter

L'attestato di rischio delle polizze RC Auto da giugno potrà essere inviato via Twitter, Facebook e Whatsapp. Antonio De Pascalis, capo del servizio studi Ivass, ha confermato che il documento digitale sarà sempre disponibile sul sito ufficiale della propria compagnia di assicurazione e che sarà possibile decidere la modalità di spedizione. L'assicurato potrà scegliere tra posta elettronica, app per smartphone e social network.

auto

"Quella dei social network è una modalità già utilizzata per altri fini da alcune assicurazioni e non escludo che potranno essere usati anche per l'invio degli attestati di rischio", ha aggiunto Dario Focarelli, direttore generale di Ania.

"La novità fondamentale è che abbiamo invertito l'onere della prova. Prima in caso di mancata consegna dell’attestato di rischio il contraente poteva rischiare la massima penalizzazione in classe di merito, oggi se in banca dati non è presente la sua situazione assicurativa le imprese devono accettare una dichiarazione sostitutiva e sta a loro fare i controlli".

Ovviamente non sarà neanche archiviata del tutto la possibilità di ricevere il materiale in formato cartaceo, ma in ogni caso da ottobre non vi sarà più bisogno di esporlo sull'auto.

Da rilevare poi che il 18 aprile è scattata l'operazione condivisione tra la banca dati delle coperture assicurative e la motorizzazione: gli aggiornamenti degli archivi stanno iniziando a essere in tempo reale. In questo modo fino a ottobre vi sarà tempo per omologare il sistema dei controlli autovelox, tutor e zone a traffico limitato.

Infine vi è una proposta dell'Ivass sul tavolo delle assicurazioni che potrebbe fare la felicità di 13mila persone che nel 2014 hanno stipulato una polizza non sapendo di poter beneficiare della legge Bersani – che permette di ereditare la classe di merito di un familiare co-residente. Si parla di quei pacchetti che includono auto nuova e polizza di assicurazione gratuita. "Se qualcuno è incappato in questa situazione ha diritto alla correzione del malus e ad avere il rimborso", sostiene Elenza Bellizzi, capo del servizio tutela del consumatore Ivass.