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L’auto che guida da sola usa il laser e predice il futuro

Provate a immaginare sensori che usano fasci di luce per fare una scansione tridimensionale dell'area che circonda l'automobile, fino a una distanza di sessanta metri. E provate a immaginare una mappa ambientale, aggiornata 2,5 milioni di volte al secondo, che contiene ogni oggetto in grado di riflettere la luce, compresi pedoni e ciclisti. Se non l'avessi visto con i miei occhi, qui, nello stand di Ford al Mobile World Congress 2014 di Barcellona, non ci avrei creduto. Anzi, siccome sono diffidente per natura, ho chiesto di provare lo scanner tridimensionale in prima persona. Il risultato lo vedete nel video qui sotto. La tecnologia automotive evidentemente corre più veloce dell'immaginazione.

A Barcellona Ford sta facendo vedere il prototipo di un'automobile che si guida da sé, automatica. Il concetto non è una novità in assoluto, perché tutte le grandi case costruttrici ci stanno lavorando e ci prova anche un outsider come Google. Comunque dalla teoria al prototipo c'è una bella differenza e toccare dal vivo una macchina così evoluta fa un certo effetto.

Il progetto Ford va avanti da una decina di anni e, passo dopo passo, sta disegnando l'auto intelligente (speriamo!) per le prossime generazioni. La casa automobilistica ha chiesto aiuto ai ricercatori dell'Università del Michigan, che hanno dato una mano allo sviluppo dell'infrastruttura "cognitiva" del sistema che permette all'auto di riconoscere e distinguere gli oggetti. I modelli di valutazione del rapporto rischi/benefici dei sistemi di guida automatica, sono invece stati messi a punto con l'americana State Farm.

C'è un mix di tecnologia automobilistica tradizionale e nuova frontiera della ricerca, con gli oggetti che comunicano tra loro. Insomma, l'Internet delle cose applicato alle quattro ruote. Infatti il vice presidente di Ford Europa, Medio Oriente e Africa, Stephen Odell, ci ha invitato a immaginare un domani "in cui le auto connesse comunicano le une con le altre rendendo il mondo più sicuro, pulito e meno congestionato. Ciò ci permetterà di contribuire a cambiare il mondo nei prossimi 100 anni ancor più di quanto abbiamo fatto nell'ultimo secolo".

Tutto ruota intorno ai quattro sensori LiDAR (Light Detection And Ranging), tecnica di telerilevamento che permette di determinare la distanza di un oggetto o di una superficie utilizzando impulsi laser (quindi funzionano sempre in qualunque condizione ambientale). I sensori sono stati montati su una Ford Fusion Hybrid e riescono a elaborare praticamente all'istante la mappa tridimensionale dell'ambiente che circonda l'auto. Il raggio di sessanta metri è più che sufficiente per permettere al software d'individuare oggetti e persone con precisione e pianificare le azioni del veicolo.

La differenza, in termini di tempestività della reazione, la faranno gli algoritmi predittivi e la messa a punto delle manovre automatiche, a cui stanno lavorando il Massachusetts Institute of Technology e l'Università di Stanford. Ford ha chiesto inoltre all'Università tedesca di Aachen di sviluppare interfacce uomo-macchina specifiche per l'uso a bordo di auto a guida automatica.

I ricercatori tedeschi useranno il simulatore di guida VIRTTEX (VIRtual Test Track Experiment), sviluppato da Ford negli Stati Uniti. L'obiettivo è creare un'interfaccia che comunichi con il conducente e gli permetta di riprendere all'istante il controllo dell'auto. Automatica sì ma nell'emergenza interviene sempre l'uomo. Prima di sei, sette anni, sarà comunque difficile imbattersi in un'auto automatica e dunque ci saranno molti altri prototipi da scoprire.