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Mercato dell’elettrico in continua crescita: la Fiat 500e è l’auto più venduta

Analizzare i dati di mercato è sempre interessante, specialmente quando c’è in atto un cambiamento tecnologico importante come quello che stiamo vivendo in questo periodo, con la diffusione di auto elettriche e ibride in grandi quantità. Il mese di agosto 2021 ha fatto registrare una netta contrazione rispetto allo stesso mese del 2020, con un -27,3% sul mercato automobilistico complessivo; nonostante ciò, il mercato delle auto elettrificate continua a crescere. In Europa a luglio le auto elettrificate hanno raggiunto una quota di mercato pari al 17%.

In Italia, nel mese di agosto 2021, sono state immatricolate 5096 auto elettriche, un dato che fa registrare un +440,4% rispetto al 2019, raggiungendo una quota del 4,6% dell’intero mercato. 6272 sono invece state le ibride plug-in immatricolate, contro le 389 immatricolate ad agosto 2019: in questo caso l’aumento è del 1512,3%, e la quota di mercato rosicchiata dalle ibride è del 5,6%.

Dopo anni di dominio Tesla sul mercato delle elettriche, finalmente anche altri produttori sono scesi in campo con modelli validi e che stanno chiaramente piacendo al pubblico: in Italia la classifica delle auto elettriche più vendute vede ancora al primo posto la nuova Fiat 500 elettrica, che doppia la e-Up! di Volkswagen con ben 578 immatricolazioni contro le 324 della piccola tedesca. Sul terzo gradino del podio a poche unità di distanza troviamo la Tesla Model 3, il modello più economico offerto dalla compagnia di Elon Musk, insidiata però dalla Volkswagen ID.3 che si ferma a poco meno di 30 unità vendute – 308 contro 281. La classifica si sta popolando anche di modelli di dimensioni più generose, come la Ford Mustang Mach-E che ha fatto registrare 121 immatricolazioni, e la Volkswagen ID.4 che invece ne fa registrare 135.

Tutti questi dati vanno in netto contrasto con quanto registrato invece sul mercato delle auto termiche: nel migliore dei casi, quello delle auto a GPL, la contrazione è del 33%, mentre nel peggiore, quello delle auto a gasolio, è del 56%.