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Mercedes denunciata in Australia per i suoi airbag

Il richiamo più grande della storia, 100 milioni di vetture, relativo ai famigerati airbag Takata non è ancora finito malgrado gli oltre dieci anni trascorsi dall’inizio della vicenda. Stavolta è un marchio celebre come Mercedes a finire sulle prime pagine, dopo che l’associazione consumatori australiana l’ha citato in tribunale per gli stessi airbag. L’accusa? Aver minimizzato i pericoli del dispositivo nonostante ci fossero già casi molto gravi e diverse vittime in tutto il mondo.

Le richieste, oltre alle multe che saranno definite in aula, riguardano la completa sostituzione degli airbag nei modelli che ancora li usano e stanno circolando sulle strade. Stavolta tramite una sentenza, visto che la casa tedesca non ha seguito tutte le indicazioni legate ai richiami. Prima fra tutte: avvertire i clienti dei possibili rischi.

Secondo Daimler e Mercedes, il modello Takata montato sui vecchi modelli non è l’Alpha (più pericoloso) ma il Beta e quindi non sussistono i problemi menzionati nella causa. Questo andrà ovviamente dimostrato durante il processo, sempre che le due parti non trovino un accordo prima di arrivare in aula. Intanto, la notizia non giova sicuramente all’immagine di lusso, affidabilità e sicurezza che contraddistingue Mercedes.

Da ricordare che l’intera questione ruota attorno a gravi difetti nella produzione degli stessi airbag da parte del marchio giapponese. Durante l’attivazione, cioé in un incidente frontale, pericolosi detriti venivano spesso lanciati a tutta velocità contro il guidatore. Ciò ha provocato lesioni gravi a molte persone e oltre 20 morti in tutto il mondo, scatenando l’enorme numero di richiami citato in apertura. Che ovviamente ha pesato parecchio (insieme al danno d’immagine) su Takata visto che la società ha chiusto i battenti nel periodo 2017-18.

Tornando all’Australia, la Australian Competition and Consumer Commission (ACCC) ricorda che il richiamo e sostituzione degli airbag è obbligatorio da tre anni nel paese, indipendentemente dal modello. Mercedes, dal canto suo, sostiene di aver già sostituito oltre il 97% degli esemplari e di aver già cooperato con la stessa ACCC. Resta da vedere se le due parti troveranno un accordo o se la causa verrà portata avanti nei prossimi mesi.

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