Trasporti

Milano, dal 2023 le caldaie a gasolio saranno bandite

Ormai è risaputo che le caldaie a gasolio, molto probabilmente, rappresentano la causa principale di livelli eccessivi relativi al particolato nell’aria, soprattutto durante l’inverno. Proprio per questo motivo la città di Milano ha deciso di porre un rimedio definitivo. Dunque il sindaco della città, Giuseppe Sala, ha recentemente comunicato in via ufficiosa che a partire dal 2023 ci saranno alcuni cambiamenti, infatti avrebbe affermato quanto segue:

«La prossima cosa che proporrò da assessore alla Transizione ambientale, più che da sindaco, in giunta e all’interno del Piano dell’aria che porteremo in Consiglio comunale è di dichiarare fuorilegge le caldaie a gasolio dall’inverno del 2023. In altre parole ci saranno 3 anni di tempo per intervenire e voglio precisare che la misura riguarderà il privato e il pubblico».

La nuova comunicazione da parte del Primo Cittadino arriva a seguito del forte dissenso causato dai blocchi del traffico e della cosiddetta “domenica ecologica” che si terrà appunto nella giornata di domenica 2 febbraio. Quindi, riguardo alle caldaie a gasolio, il sindaco di Milano avrebbe inoltre affermato:

«(Il fatto che inquinino, ndr) mi sembra che sia qualcosa di totalmente accertato da tutte le analisi. Ormai siamo arrivati a questo zoccolo duro di circa 1.500 condomini che non la cambiano. Per cui di fatto è necessario intervenire con una regolamentazione. Io non voglio solo regolamentare ma anche supportare per cui chiamerò già da settimana prossima gli amministratori condominiali per capire cosa si può fare, risentirò il governo per capire se i finanziamenti possono essere diversi, rifletterò a livello di giunta per capire se possiamo fare di più, ma questo è uno degli elementi fortemente inquinanti».

A quanto pare, l’Anaci – nonché l’associazione di amministratori condominiali – si trova d’accordo con quanto affermato da Sala, dunque dalla sua nuova proposta – inerente alle caldaie a gasolio – che dovrebbe entrare in atto tra circa tre anni. Infatti, sull’argomento è intervenuto tempestivamente anche Leonardo Caruso, presidente di Anaci della città di Milano, il quale avrebbe affermato:

«Il blocco delle auto e i limiti alla circolazione veicolare non bastano, urge mettere a norma gli impianti. Le misure adottate in via straordinaria nei momenti più critici rimandano solo il problema, era ed è necessario adottare un piano di programmazione che comprenda la riqualificazione energetica degli impianti di riscaldamento. La domenica a piedi è più un richiamo alla sensibilizzazione e al senso civico che una misura funzionale al rientro dei livelli di PM10. In base a questi dati la riflessione dell’opinione pubblica e nel dibattito politico-istituzionale è necessario che si concentri sul fatto che il tema dell’inquinamento atmosferico nelle città italiane al momento è ancora troppo associato al settore della mobilità e dei trasporti e poco all’efficienza energetica degli impianti di riscaldamento»