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Nissan per l’ambiente: sì alle batterie riciclate

Il marchio giapponese Nissan ha studiato un processo per poter riutilizzare le batterie usate delle auto elettriche andando così da allungarne il ciclo di vita e diminuirne l’inquinamento ambientale; uno dei problemi principali delle auto elettriche è infatti l’inquinamento generato dal processo di smaltimento delle batterie stesse che, a fine vita, finiscono per inquinare l’ambiente che volevano invece preservare.

Nissan si è concentrata per risolvere questo problema ed ha ideato il programma Blue Switch; per comprenderlo a pieno, bisogna partire dal primo approccio di Nissan con il mercato elettrico che è avvenuto nei primi anni 2000 con la famosa Nissan Leaf, la prima EV a conquistare il mercato ed affascinare il grande pubblico con la sua silenziosità e praticità, tanto da aggiudicarsi il premio auto dell’anno nel 2010.

In Giappone si domandarono fin dalla nascita della mobilità elettrica che fine avrebbero fatto le batterie una volta deperite e da qui nacque il progetto Blue Switch, una partnership tra Nissan e Sumitomo Corp che ha a sua volta creato 4R Energy Corp, una joint venture dedicata allo sviluppo di tecnologie ed infrastrutture volta a rifabbricare, riciclare le batterie dei veicoli elettrici firmati Nissan.

Negli anni i processi si sono perfezionati e 4R Energy Corp è arrivata al punto da avere una fabbrica specializzata in batterie usate che, non appena arrivano, vengono valutate e catalogate secondo vari parametri; quelle praticamente nuove ricevono una valutazione A e possono essere addirittura riutilizzate sulle auto nuove mentre quelle usate ma pur sempre utilizzabili meritano una valutazione B e saranno adottate principalmente per macchinari industriali, come carrelli elevatori e accumulatori di energia per abitazioni o strutture commerciali, con il fine di immagazzinare l’energia prodotta dai pannelli solari durante il giorno ed utilizzarla durante la notte.
Le batterie che non possono avere il punteggio B sono categorizzate con valutazione C e verranno impiegate principalmente per i generatori di riserva in caso di blackout.

Grazie a questo lavoro si allunga la durata utile delle batterie di 10-15 anni; creando una domanda per le batterie usate dei veicoli non si fa solo bene all’ambiente ma anche al portafoglio dei proprietari di automobili, in quanto si potrà acquistare singolarmente gli accumulatori e creare, di conseguenza, un nuovo mercato parallelo.