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Nuova Mini Clubman: la nostra prova su strada

Nel cuore del quartiere Brera di Milano, Mini ha costruito un’oasi di tranquillità in occasione della presentazione nazionale della nuova Mini Clubman. La nuova generazione della shooting brake del brand inglese si rinnova sia all’esterno che all’interno, sfoggiando nuovi particolari che la inseriscono all’interno del nuovo family feeling del marchio.

Le novità estetiche

Per quanto concerne gli esterni il linguaggio stilistico complessivo è rimasto invariato, nonostante nella parte frontale dove si trova la nuova calandra a trama lineare o esagonale che sarà disponibile, in base all’allestimento scelto, in versione cromata o nera opaca. Nella sezione superiore troviamo i classici proiettori circolari incastonati nel profilo del cofano.

La vera novità estetica non si trova tuttavia all’avantreno, ma bensì al retrotreno. Osservando il posteriore della vettura è lampante il nuovo design della fanaleria LED con il motivo “union jack” già presente su altri modelli della gamma Mini. Grazie alla generosità delle dimensioni dei proiettori posteriori la celebre bandiera è ancora più visibile. La parola chiave che il team di design ha utilizzato durante la presentazione è continuità con l’identità estetica di Mini, senza precludere l’aggiunta di sottili modifiche che vanno a perfezionare l’immagine complessiva: “Ogni nuova generazione di Mini dovrebbe essere immediatamente identificabile da chi la osserva”.

Per quanto concerne Clubman S e SD, in esclusiva per l’allestimento, è stato ridisegnato anche il paraurti posteriore per ospitare i due terminali di scarico. Come da tradizione per questo modello, il portellone posteriore è diviso in due sportelli denominati “split doors”.

Considerando il profilo laterale della vettura e in particolare la linea “allungata” del tettuccio, la prima sensazione che traspare è quella di una vettura massiccia e dinamica al tempo stesso, protesa verso la sezione anteriore e “tagliata” nella porzione posteriore.

Entrando nell’abitacolo e posizionandosi sul sedile del conducente ci si ricollega subito all’interno mini “moderno”. Gli spazi sono adeguati sia per i passeggeri anteriori che per quelli posteriori. Dall’alto, si fa per dire, dei miei 180 cm non ho avuto problemi ad occupare i sedili posteriori, infatti lo spazio disponibile per le gambe e la distanza della testa dal tettuccio sono sufficienti.

La dotazione tecnologica

La positività riscontrata nella valutazione degli spazi è andata a scemare quasi istantaneamente guardando oltre la corona del volante, dove al posto di un quadro strumenti digitale troviamo tachimetro e contagiri analogici.

Nonostante sia palese che, in un mercato nel quale numerose compatte dispongono già di strumentazione digitale, mini abbia voluto ricollegarsi alla tradizione “analogica” delle sue versioni precedenti, la modernità dell’allestimento interno è sicuramente migliorabile.

Fortunatamente spostando lo sguardo più in profondità si trova l’head up display, costituito da un vetro semitrasparente e da un proiettore inserito nel cruscotto. Questo secondo “schermo” digitale permette al conducente di monitorare la velocità di percorrenza, eventuali limiti stradali e la direzione suggerita dal navigatore.

Il vero fulcro della tecnologia di Clubman risiede nel sistema di infotainment posizionato al centro della plancia. Come da prassi per le vetture del brand, il display è inserito all’interno di una sezione circolare che integra una striscia LED. A seconda della modalità di guida selezionata la corona circolare cambierà colore, passando dal verde della modalità Eco fino ad imitare i tipici colori di un contagiri nella modalità “sport”. Il display centrale, da 6,5″ per l’allestimento base e da 8,8″ per l’opzione “Connected Navigation Plus” (CNP), potrebbe essere ampliato. Nonostante le dimensioni ridotte rispetto alla concorrenza, grazie anche all’attenta distribuzione delle informazioni sull’area disponibile, la leggibilità dal punto del conducente è ottima. L’interfaccia grafica necessita di un breve periodo di adattamento, data la presenza di numerose opzioni liberamente modificabili per personalizzare la configurazione della vettura.

Indipendentemente dall’allestimento scelto il sistema di infotainment potrà fare uso della sim 4G integrata nella vettura per le chiamate di emergenza e per contattare il servizio di concierge personale. Per quanto riguarda i servizi di mirroring, attivabili solo con l’optional CNP, al momento è disponibile il supporto solo ad Apple CarPlay, mentre non si hanno notizie per un eventuale aggiunta del medesimo servizio per terminali Android.

Impressioni al volante e motorizzazioni

grazie alla varietà del percorso che ci ha portato nell’hinterland milanese, ho avuto modo di trarre le mie iniziali conclusioni sul comportamento della vettura dopo aver affrontato un percorso misto tra frangenti urbani, extraurbani ed autostradali.

Tra le motorizzazioni disponibili troviamo tre motori a benzina e tre diesel, divisi in tre e quattro cilindri turbo. Giunto il momento della scelta ho optato per Clubman S All4, la versione a benzina di punta dopo la sportiva Clubman JCW.

La vettura utilizza un propulsore turbo a quattro cilindri che, in accoppiamento con il cambio automatico a 7 rapporti steptronic, garantisce 192 cv e circa 300 Nm di coppia. Il motore in questione si è mostrato corposo a bassi regimi e reattivo anche a velocità autostradali. L’accelerazione da 0 a 100 Km/h viene completata in circa 7 secondi grazie alla trazione integrale All4. Considerando che, nell’allestimento che ho avuto modo di provare, la massa complessiva corrisponde a circa 1450 Kg, Il cosiddettogo kart feeling” che caratterizzerebbe la vettura potrebbe decisamente essere migliorato. Clubman è nel complesso maneggevole, con buoni inserimenti in curva merito anche dell’impeccabile sistema frenante, nonostante abbia sentito la mancanza della leggerezza che è il sinonimo principale della sorella minore Cooper.

La possibilità di selezionale il profilo di guida tra 5 possibili configurazioni permette al conducente di cambiare l’indole della vettura rapidamente. Sull’allestimento S la scelta del profilo “sport” porta all’abbassamento del sistema sospensivo di 10mm e l’indurimento dello sterzo, oltre che la modifica del comportamento del cambio steptronic. In questa modalità Clubman S utilizza tutti e 6000 giri disponibili per esprimere nel migliore dei modi le potenzialità del 2.0 litri turbo. Anche il sound proveniente dalla sezione posteriore si fa più intenso e viscerale, nonostante l’ottima insonorizzazione dell’abitacolo contribuisca ad appiattire qualsiasi rumore proveniente dall’esterno.

Mini dichiara un consumo complessivo, misurato secondo lo standard WLTP, di 6,2 litri/100Km; Guidando la vettura in condizioni normali ho ottenuto circa 6,9 litri/100Km, un risultato soddisfacente considerato la trasmissione della vettura e il peso a pieno carico.

Le conclusioni

Mini Clubman è una vettura compatta all’esterno e spaziosa all’interno, ideale per un percorso giornaliero tra le corsie anguste di Milano e le superstrade dell’hinterland. Lo stile di guida rilassato, evidenziato particolarmente dalle modalità Eco e Comfort, contribuisce a rendere l’esperienza di guida quotidiana convincente. Dal punto di vista della sportività la potenza del quattro cilindri e la polivalenza del telaio si fanno sentire, nonostante la vettura non sia specificatamente progettata per la pista come la variante “estrema” JCW.

Il prezzo di partenza del modello 2020 è 23.950 euro per l’allestimento “One”, mentre per la versione “S All4” che ho provato saranno necessari 35.150 euro. L’edizione sportiva JCW, completa della maggior parte degli optional installati di serie, richiederà 44.100 euro.