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Nuovo DPCM, zone rosse: consentito recarsi dal meccanico?

A partire dalla mezzanotte delle scorso 5 novembre è entrato in vigore il nuovo DPCM per contrastare la diffusione del coronavirus. Con l’ultimo decreto ministeriale l’Italia è stata dunque “suddivisa” in tre diverse zone – ossia rossa, arancione e gialla – in base ad alcuni criteri. Ovviamente, le regioni che rientrano nella cosiddetta zona rossa – quindi la Calabria, Lombardia, Piemonte e Val d’Aosta – sono soggette a maggiori restrizioni rispetto alle alte, infatti ai cittadini di queste aree è stato imposto il lockdown. Ma è consentito recarsi presso le officine e meccanici?

Ebbene, le quattro regioni in zona rossa si trovano a vivere una situazione pressoché uguale a quella del mese di marzo. Dunque, sono vietati gli spostamenti nel proprio comune, fatta eccezione per motivi legati ad esigenze lavorative, di salute o di necessità. Il nuovo decreto ha inoltre imposto la chiusura di alcune attività commerciali non ritenute essenziali.

Tuttavia – come accennato poc’anzi – molti cittadini si chiedo se, nelle zone rosse, sia possibile recarsi presso un meccanico o un concessionario. Tale domanda trova risposta nell’allegato numero 23 del DPCM all’interno del quale sono state specificate tutte le attività commerciali rimaste aperte. Tra le altre, vi sono i benzinai ma anche quelle che interessano autoveicoli, motocicli e relative parti e accessori.

Di conseguenza, sia le concessionarie che le officine rientrato tra le attività che rimangono aperte, seppur rispettando rigorosamente le regole di sanificazione e distanziamento sociale. Detto ciò, sono quindi permessi gli spostamenti verso questo tipo di esercizi commerciali? Ricordando che ogni spostamento dovrà comunque essere giustificato attraverso l’autocertificazione, ecco di seguito quanto si legge nell’allegato 23 del DPCM:

“…è ammesso, purché nei limiti del tragitto più breve. Le attività commerciali aperte vanno considerate essenziali in base alla normativa emergenziale vigente, perciò l’acquisto dei beni e servizi da esse erogati si configura in termini di necessità. Conseguentemente, tale ragione di spostamento, in caso di eventuali controlli, dovrà essere dichiarata nelle forme e con le modalità dell’autocertificazione e comunque dovrà sempre essere rispettata la distanza interpersonale di almeno 1 metro da ogni altra persona.”