Trasporti

Parcometri, la roulette russa dei pagamenti

Si torna a parlare di pagamento della sosta e di aggiornamento dei parcometri nelle nostre città. Dopo l'entrata in vigore della Legge di Stabilità dal 1 luglio 2016, che impone l'abilitazione di tutti i parcometri alle modalità di pagamento elettronico, restano ancora aperti dubbi, interrogativi e domande sulle decisioni prese dalle singole Amministrazioni comunali per poter adempiere a tale obbligo normativo.

multe

A tal proposito, se diversi Comuni hanno prontamente abilitato i loro parcometri alle operazioni di pagamento tramite carte di credito o debito, altri invece sono stati meno celeri, appellandosi ad una "oggettiva impossibilità tecnica" e ritardando, quindi, l'aggiornamento degli stessi.

Non sono mancate le controversie: parliamo di Fondi (Latina) e di Firenze, dove alcuni cittadini sprovvisti di contanti, essendo impossibilitati al pagamento della sosta, sono stati multati e hanno successivamente impugnato la sanzione in tribunale ottenendo una sentenza favorevole del giudice di pace. Casi giudiziari in cui, a farne le spese, sono state proprio le Amministrazioni comunali, facendo aumentare così il rischio dell'arrivo sempre più ingente di ricorsi e contestazioni.

Allo stesso tempo, si sono verificati anche episodi diametralmente opposti, dove si è addirittura arrivati ad installare dei modelli di parcometri con tecnologie di pagamento che, pur rispettando il contenuto della legge, risultano inutilizzabili per la maggioranza dei cittadini. È il caso di Venaria, in Provincia di Torino, città che, a seguito di un bando di gara, ha visto l'arrivo di parcometri abilitati ai pagamenti elettronici, solo in modalità contactless (senza contatto). Se da una parte può sembrare un modo per rendere più veloci e fluide le operazioni di cassa, dall'altra questa sola abilitazione limita sensibilmente la possibilità di accesso da parte di un vasto numero di utenti: basti pensare che, anche se la quota delle contactless è in aumento, il 60% delle carte bancarie attualmente circolanti nel nostro Paese (ad esempio il classico bancomat) non sono ancora compatibili con questa tecnologia.

parchimetro

Nel dibattito in corso, è interessante citare la posizione dell'ANCI che, in una nota interpretativa dei commi 900 e 901 della Legge di Stabilità 2016, divulgata il 18 maggio, facendo riferimento alla normativa vigente e al dovere di adeguamento di tutti i parcometri presenti sul suolo italiano, considera esenti dall'obbligo le città che, pur in assenza di dispositivi fisici a norma, forniscono la possibilità di pagamento elettronico della sosta tramite servizi di "mobile payments", ovvero tramite le applicazioni su smartphone.

Anche in questo caso è evidente che, "aggirare" il necessario adeguamento dei terminali, appellandosi alla diffusione dell'utilizzo di strumenti alternativi quali le App, risulta discriminatorio nei confronti di tutta quella fetta di popolazione che non è avvezza a questa operatività, ma che al contrario ha maggiore confidenza con l'uso di carte bancarie e bancomat. 

In questo contesto, si deve citare il parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, a seguito di un'interrogazione sulla dematerializzazione dei titoli di sosta, ha ribadito la necessità di fornire degli strumenti di controllo della regolarità del pagamento della sosta. Infatti, mentre con il parcometro l'evidenza del pagamento è chiara e netta, in quanto il ticket deve essere esposto, con le App, che non prevedono un'integrazione tra erogatore del servizio e controllore, diventa difficile, se non impossibile, verificare l'inadempienza da parte del cittadino.

Senza voler sminuire lo sviluppo che sicuramente nei prossimi anni avranno queste opzioni, bisogna in ogni caso considerare che ad oggi la penetrazione del cosiddetto "Mobile remote commerce", comprendente le transazioni effettuate da smartphone tramite web o via app per tutti i settori merceologici, rappresenta ancora solo il 17% del totale delle vendite online.

La soluzione migliore per il pagamento di un servizio di interesse pubblico come quello della sosta, anche in considerazione del contenuto del parere ministeriale, è quella di fornire ai cittadini, con il supporto delle nuove tecnologie, la più ampia gamma di alternative di pagamento possibile, semplificandone l'utilizzo e l'accesso nel rispetto delle normative vigenti e riducendo le possibilità di contenzioso.