Trasporti

Porti verdi: da Enel X e Legambiente 6 punti chiave per lo sviluppo sostenibile

Un nuovo report di Legambiente ed Enel X punta alla decarbonizzazione delle infrastrutture portuali, ponendo particolare attenzione sul cold ironing, un insieme di tecnologie che permettono di ridurre drasticamente le emissioni navali nei porti grazie alla connessione alla rete elettrica presente sulla terraferma.

Non solo il trasporto su gomma ma anche il trasporto marittimo può inevitabilmente contribuire nel contrastare il cambiamento climatico grazie a tecnologie che consentono di elettrificare i consumi energetici navali nei porti, congiuntamente ai consumi della logistica e delle attività portuali di terra. É importante ribadire, infatti, come anche il settore marittimo sia responsabile del 2,5% delle emissioni globali di CO2, con stime in aumento tra il 50 e il 250% entro il 2050.

Non a caso, al comparto navale si collega inevitabilmente quello dei porti, che grazie ai vari progressi in ambito tecnologico possono intraprendere la strada dell’elettrificazione. A tal proposito, il report di Legambiente e Enel X pone l’attenzione sui combustibili per la decarbonizzazione del trasporto navale e sulla prospettiva della sua elettrificazione. Secondo Legambiente sono sei i punti chiave a cui è necessario dare priorità nel corso del 2021.

L’elettrificazione dei trasporti marittimi e della logistica a terra è un passaggio necessario per dare un’ulteriore spinta al processo di transizione energetica in atto in altri settori industriali, ha dichiarato Carlo Tamburi, direttore di Enel Italia. Enel ha intrapreso la strada della progressiva decarbonizzazione delle proprie attività grazie a investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili, nella digitalizzazione delle reti ed elettrificazione dei consumi; scelte che hanno come comune denominatore la sostenibilità, pilastro della strategia di business dell’azienda. In linea con questa filosofia abbiamo presentato oggi lo studio realizzato in collaborazione con Legambiente che mostra come il cold ironing non sia solo una scelta vincente in termini di riduzione di emissioni climalteranti, ma anche un’opportunità di innovazione e di crescita industriale per l’intero comparto marittimo italiano.

Al fine di rafforzare e rendere più sostenibile il sistema portuale italiano, l’associazione ambientalista italiana parte dall’importanza di definizione di una tariffa elettrica dedicata al cold ironing che possa renderla competitiva rispetto all’utilizzo dei motori di bordo. Di ulteriore importanza l’introduzione di schemi di finanziamento o cofinanziamento pubblico per accelerare la transizione del sistema portuale italiano verso la sostenibilità, congiuntamente all’identificazione di interventi prioritari sul sistema portuale cosi da avviare il processo di elettrificazione. Tra i punti chiave non manca, inoltre, la promozione dell’elettrificazione dei consumi portuali con fonti rinnovabili e lo sviluppo di un’apposita roadmap nazionale che preveda l’elettrificazione dell’intero sistema portuale. Infine, lo sviluppo di infrastrutture ferroviarie nei porti e le interconnessioni con la rete cosi da favorire il trasporto elettrico e su ferro per lunghe e medie distanze. Se tali misure venissero messe in atto, potrebbero dunque contribuire al rafforzamento dell’intero sistema italiano, portando ad un’innovazione nella gestione della sostenibilità, oltre che alla riduzione dell’inquinamento derivante dal trasporto marittimo.

É arrivato il momento di investire sul cold ironing, una tecnologia oggi matura, e di rafforzare le connessioni con la rete ferroviaria per creare filiere di trasporto merci low carbon, ha dichiarato il vicepresidente nazionale di Legambiente, Edoardo Zanchini.

La rotta da seguire deve dunque mirare ad innovazione, digitalizzazione dei sistemi logistici portuali, efficientamento energetico degli scali, rinnovabili ed elettrificazione dei consumi. Tuttavia, secondo Legambiente ed Enel X, l’abilitazione al cosiddetto cold ironing dei 39 porti italiani del network TEN-T permetterebbe di evitare la combustione di oltre 635mila tonnellate di gasolio marino ogni anno. Non a caso, tale risultato potrebbe inoltre essere ottimizzato da una maggiore integrazione tra porti e la stessa rete ferroviaria.

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