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PSA, meno emissioni dagli impianti produttivi

La lotta all’inquinamento atmosferico è uno dei maggiori temi della mobilità moderna. Le grandi case costruttrici investono ogni anno sempre maggiori risorse affinché le loro automobili rispettino gli stringenti limiti voluti da istituzioni nazionali e sovranazionali.

In questa direzione, l’Unione Europea ha stabilito che entro il 2021 ogni gruppo automobilistico dovrà rispettare il limite di 95 g/km di CO2 per veicolo: un’imposizione che ha costretto la maggior parte dei marchi a correre ai ripari, sviluppando nuove soluzioni per una mobilità più sostenibile.

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PSA, tra i maggiori produttori europei di automobili, e di recente autore di una fusione alla pari con l’italiana FCA, ha deciso di combattere le emissioni inquinanti non solo attraverso vetture più pulite, ma migliorando anche la qualità dei propri stabilimenti produttivi, rendendoli più efficienti.

Meno 20% di emissioni entro il 2034

L’impegno del gruppo francese è a lungo termine: entro il 2034 è stato annunciato un taglio del 20% sulle emissioni di sostanze inquinanti collegate al processo produttivo. La riduzione dei gas serra riguarderà non solo le attività legate alle automobili, ma anche verso i mezzi commerciali, nel valore del 37% a chilometro per veicolo entro il 2024. Questo valore riguarda l’intera vita della vettura: dalla produzione, all’utilizzo fino allo smaltimento.

Come conseguenza del suo ambizioso progetto di riduzione dell’inquinamento atmosferico, il gruppo PSA ha ottenuto la certificazione SBTi del comitato direttivo Science Based Target initiative: progetto sostenuto da associazioni ambientaliste che premiano la buona volontà delle aziende private nella lotta al riscaldamento globale.