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Roborace, il campionato senza pilota parte con… i piloti

Roborace partirà la prossima primavera, ma per almeno due stagioni (Alpha e Beta) piloti umani condivideranno il volante con i computer. La competizione tra auto da corsa a guida autonoma accompagnerà la Formula E, il cui successo è ormai consolidato, e i piloti umani scenderanno a metà gara per lasciare che siano gli algoritmi a finire la competizione.

Una scelta, spiega l’AD di Roborace Lucas Di Grassi, mirata a generare una certa idea nel pubblico. “L’impressione di un pilota che guida e poi scende esemplifica molto meglio la differenza tra la guida umana e quella autonoma”, spiega infatti Di Grassi.

Le auto saranno quindi diverse rispetto ai prototipi visti in passato, che erano privi di abitacolo e ovviamente del volante. Differenze anche all’interno: invece di un motore indipendente per ognuna delle quattro ruote, infatti, le auto saranno a trazione posteriore. Nella fattispecie, il veicolo dovrebbe essere un’evoluzione del DevBot già visto in passato.

“Abbiamo cambiato idea”, continua Di Grassi, ricordando che il progetto iniziale era di partire subito con auto senza pilota. In questo modo sicuramente si rende palese la differenza tra uomo e macchina, e magari il cambio a metà corsa potrà portare anche a notevoli alterazioni degli equilibri di gara.

L’altro ovvio vantaggio è che si evita lo “shock” al pubblico, che potrà un po’ alla volta abituarsi all’idea. Non è detto, dopotutto, che gli appassionati di automobilismo apprezzino una rivoluzione tanto radicale. Dopotutto “gli sport motoristici devono avere una componente umana. È sempre stata una cosa di umani e macchine”, continua il dirigente.

Ma una volta che il pilota scende dall’auto, dove sta la competizione? Le cinque o sei auto che vedremo in pista metteranno in scena una “gara di algoritmi”. Alle scuderie, infatti, spetta il compito di sviluppare il software di guida autonoma. Le auto saranno fornite tutte da Roborace stessa, che sta già lavorando alla versione finale con quattro motori e 1000 Kw di potenza.

Il calendario definitivo non è ancora disponibile, anche perché le iscrizioni sono ancora aperte: per il momento le squadre già presenti sono due. Presto sapremo chi sono, e personalmente non mi stupirebbe vedere Google, Deepmind, Tesla o Microsoft ai box. Roborace in ogni caso è una piattaforma open e, costi permettendo, chiunque può lavorare al software di guida.

Al di là delle reazioni del pubblico, che potrebbe anche trovare noiosa la competizione senza esseri umani, l’iniziativa Roborace segna un’importante occasione per lo sviluppo del software di guida autonoma. Far muovere un’auto in pista, ovviamente, non è la stessa cosa che farlo in strade normali. Le conoscenze accumulate tramite la competizione, tuttavia, potranno probabilmente trasferirsi anche fuori da essa.

Le corse Roborace forse saranno divertenti, o forse no. Comunque sia niente batte una classica pista Polistil Sorpasso.