Trasporti

Scooter elettrici a San Francisco accendono polemiche

A San Francisco è polemica accesa sugli scooter elettrici: da un lato ci sono le startup che avevano iniziato a offrire servizi in sharing, dall'altra cittadini irritati dall'invasione scomposta e disordinata della città da parte di orde di turisti e in generale utenti che camminano sui marciapiedi o ostacolano il traffico. I primi sostengono che si tratta di una soluzione innovativa a favore dell'ambiente, i secondi di una pratica pericolosa finché non regolata. Nel frattempo il Comune di San Francisco ha inviato una lettera formale alle startup, con l'invito a sospendere le attività. La tenzone è dunque appena cominciata.   

D'altronde la tecnologia dovrebbe proporre soluzioni ai problemi concreti, unificando e non dividendo: una cosa che quando ci sono di mezzo gli affari sembra più facile a dirsi che a farsi.  

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Innovazione o fastidio?

Che le grandi città (ma anche le piccole) abbiano ormai problemi di traffico e inquinamento è ovvio, come altrettanto ovvio è che bisogna ripensare sia le soluzioni di trasporto pubbliche e private che la loro tipologia. Abbandonare i combustibili fossili non è più un'opzione ma solo una questione di tempo, tuttavia da sola la rivoluzione elettrica è insufficiente per migliorare la qualità della vita.

Per abbattere il traffico e recuperare spazi urbani all'uso da parte delle persone che li abitano la condivisione dei mezzi di trasporto e l'adozione di soluzioni a corto raggio, come appunto scooter, biciclette e monopattini, è indicata da urbanisti e addetti ai lavori come vincente.

Senza regole chiare però anche l'idea migliore si trasforma in un fastidio e orde di utenti sul monopattino che invadono i marciapiedi e le sedi stradali mettendo a rischio con poca attenzione la salute loro e degli altri non sembra poter rappresentare la soluzione ideale. L'innovazione è certamente un bene, ma la sua implementazione nel quotidiano richiede regole. Da questo punto di vista hanno ragione i cittadini. C'è però un problema ancora più grande che andrebbe affrontato: le soluzioni tecnologiche sono davvero democratiche?  

Gentrificazione e disuguaglianze, tecnologia per i bianchi ricchi?

Col termine gentrificazione si intende in sociologia quell'insieme di cambiamenti urbanistici e socio-culturali di un'area urbana, solitamente popolare, che man mano viene invece adibita al consumo, turistico o intrattenitivo, di classi più agiate. Nella vecchia economia pre-Internet il fenomeno seguiva l'acquisto di immobili da parte dei ceti abbienti, ma in epoca di sharing economy sono in molti ad accusare i vari AirBnB, Uber e compagnia varia di trasformare i centri storici in parchi giochi, alimentando le disuguaglianze anziché risolverle.

Da quanto riporta il Guardian questo è anche il pensiero di molti cittadini attivisti di San Francisco, che vedono lo sharing di mezzi a corto raggio come una soluzione per "techie bianchi benestanti", una tendenza che rischia di trasformare interi quartieri popolari in tanti recinti per turisti che possono permettersi di usare queste soluzioni, mentre i ceti popolari restano sempre più isolati in periferie mal servite.

Si tratta di un dibattito annoso e probabilmente di difficile soluzione. Molti antichi borghi abbandonati o semi abbandonati qui da noi ad esempio stanno rivivendo negli ultimi anni grazie a soluzioni come alberghi diffusi e l'apertura di attività commerciali come locali e ristoranti alla moda o dedicati alla vendita di prodotti artigianali. Località come Calcata o Civita di Bagno Regio nel Lazio o Pentidattilo in Calabra, giusto per fare qualche esempio, stanno rinascendo grazie a iniziative di questo genere. Si stanno trasformando in parchi giochi per turisti, non c'è dubbio, ma chi li avrebbe riabitati per il gusto di farlo, al di fuori di una cornice produttiva, magari per andare ogni giorno a lavorare in città lontane con tutte le difficoltà del pendolare?

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La turistificazione delle città e la gentrificazione dei quartieri sono realtà di fatto con cui bisogna indubbiamente fare i conti, ma non è colpa dello scooter elettrico se il quartiere si riempie di locali alla moda e le strade di curiosi che non vi abitano. La tecnologia di per sé è sempre neutra. Forse invece non lo è l'economia e non lo sono legislatori ed amministratori.


Tom's Consiglia

Se volete approfondire i conflitti sociali espressi attraverso l'urbanizzazione un buon punto di aprtenza è La città dei ricchi e la città dei poveri di Bernardo Secchi.