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Tesla fissa una data per l’apertura della prima fabbrica europea

Nonostante qualche libro cerchi di rovinarne l’immagine pubblica, Elon Musk ha ricominciato i suoi tour promozionali in giro per il mondo. Nei giorni scorsi è stato in Europa, nei cantieri della gigafactory vicino Berlino, insieme al prossimo (probabile) cancelliere tedesco Armin Laschet. Per l’occasione, l’uomo simbolo di Tesla ha fissato l’apertura della fabbrica ai primi di ottobre, più precisamente il giorno 9. In quella data ci saranno appositi eventi promozionali e visite guidate a celebrare la fine dei lavori e l’inizio di un nuovo capitolo “europeo” per la casa californiana.

Sempre che ambientalisti, burocrazia e altri fenomeni più o meno naturali non rovinino i piani di Elon Musk. Nei mesi scorsi abbiamo già visto come la scaletta fissata per l’intero complesso sia dovuta saltare più di una volta, per responsabilità sia di Tesla sia delle autorità tedesche. Non è un caso che nei giorni scorsi Musk sia tornato a criticare i “troppi regolamenti” della Germania che andrebbero rivisti o rimossi se riconosciuti inutili. Alcune di queste regole hanno provocato la sospensione dei lavori e il rinvio di mesi mentre la struttura veniva controllata e risistemata. Tesla è stata infatti “pizzicata” a costruire dove non avrebbe potuto, dalle fotografie di un noto gruppo ambientalista.

Per fortuna di Musk e soci, sembra che tutto si sia risolto per il meglio o comunque lo sarà in tempo per il prossimo autunno. La presenza di una importante figura politica al fianco di Musk dimostra che dal punto di vista burocratico le carte sono ormai tutte in regola. Anche se l’iniziativa era puramente promozionale per lo stesso Armin Laschet, che ha scelto l’arrivo del patron Tesla come occasione pubblicitaria. La data del 9 ottobre, in pratica, resta soggetta a tutte le modifiche del caso tanto che lo stesso Musk non ha escluso nuovi ritardi.

Di sicuro, non vede l’ora che la nuova gigafactory sia operativa e possa fabbricare la Model Y che altrimenti dovrà essere importata dalla Cina. La crescita costante di Tesla nel settore elettrico necessita sempre più esemplari disponibili, anche in Europa dove’è ormai vicina a Volkswagen come vendite. Musk, insomma, può sembrare sorridente e gioviale davanti alle telecamere ma sarà molto preoccupato (di perdere consegne) fino a quando la gigafactory non aprirà davvero i battenti.