Trasporti

Toyota e Mazda insieme per le auto elettriche negli USA

Toyota, che ha inventato l'auto ibrida, si allea con Mazda per puntare all'elettrico. Fine della rivalità tra grande e piccola. Dopo due anni di trattative è stato sottoscritto un accordo per lo sviluppo congiunto di veicoli elettrici e la costruzione di una nuova fabbrica negli USA. Investimento di 1,6 miliardi di dollari e preventivate 4000 assunzioni.

Lo stabilimento statunitense produrrà circa 300.000 veicoli ogni anno. Nella nota ufficiale le due aziende dicono di voler avviare "una partnership a lungo termine, mirata a realizzare vetture sempre più innovative e accattivanti, in grado di soddisfare le esigenze ed i gusti dei clienti di tutto il mondo, utilizzando risorse e competenze di ciascuno dei brand, indirizzate a migliorare i rispettivi prodotti e tecnologie".

Toyota rileverà a inizio ottobre nuove azioni emesse da Mazda per un ammontare di 50 miliardi di yen (385 milioni di euro) per una partecipazione del 5,05%; anche Mazda investirà nel capitale di Toyota. Una commissione unica sarà istituita per valutare il modo migliore di utilizzare i punti di forza dei due brand, incoraggiando una collaborazione ad ampio raggio su diversi settori, tra cui le tecnologie rivolte alla tutela dell'ambiente e i sistemi di sicurezza.

mazda toyota

È un ulteriore segnale dei sommovimenti in atto nell'industria automobilistica mondiale. Ha cominciato Volvo, con la decisione di chiudere con il diesel a partire dal 2019, seguirà FCA a settembre, quando l'AD Sergio Marchionne illustrerà nei dettagli la strategia ibrido-elettrica della casa italo-statunitense e i modelli da realizzare.

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Avremo un futuro elettrico? Sembrerebbe di sì, a giudicare dalle scelte di costruttori di questo calibro. D'altronde per il diesel è davvero un brutto momento, soprattutto in Germania. E le ripercussioni cominciano ad avvertirsi anche in Italia. Il gruppo Bosch, specializzato nella componentistica per auto, vorrebbe licenziare 500 dei 1800 lavoratori del suo stabilimento di Bari. L'azienda prospetta un calo degli ordinativi di pompe diesel dovuto agli scandali del gruppo Volkswagen.

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