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Treno Hyperloop, a Bari la filiale italiana per lo sviluppo

"Bari porta del Levante" ma anche finestra sul futuro del trasporto passeggeri a levitazione magnetica.È proprio qui che sorgerà TransPod Italia, la filiale del colosso canadese che sta lavorando al progetto Hyperloop. Una sorta di "treno" Maglev (magnetic levitation) che viaggia sottovuoto, e quindi grazie al ridotto attrito è accreditato di una potenziale velocità di crociera di 1.200 km/h.

Transpod

Ma perché proprio Bari? L'imprenditore pugliese Vito Pertosa, grazie alla sua holding hi-tech Angelo Investments, ha annunciato pochi giorni fa di essere entrato nel capitale di TransPod Inc. con un investimento di 15 milioni di euro.

"Ci sono tre progetti Hyperloop, due americani e uno canadese", ha spiegato Pertosa a Tom's Hardware. "Abbiamo scelto quello canadese perché essendo il più recente è stato più facile entrare come investitore influente e anche perché detiene una serie di brevetti interessanti che danno un vantaggio competitivo alle tecnologie e competenze del nostro gruppo".

vito pertosa
Vito Pertosa

L'imprenditore non ha voluto dire di più sulle tecnologie in gioco: questione di "segreti industriali", anche se qualcosa si può già intuire…

Pertosa è a capo di tre eccellenze di livello mondiale. La BlackShape che progetta e realizza aeromobili ultraleggeri da turismo in fibra di carbonio. La Mermec che è una specialista nel monitoraggio e nella diagnostica delle infrastrutture ferroviarie e dei sistemi di segnalamento. E infine la SITAEL che si occupa di servizi aerospaziali e satelliti.

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L'idea è che il progetto Hyperloop non solo sia imprescindibile per il futuro dei trasporti, ma che possa stimolare lo sviluppo di nuove tecnologie impiegabili in più settori.

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"La sede sarà probabilmente a Bari. Assumeremo molti ingegneri. Ne prevediamo 50 per la prima fase. Collaboreremo con il Politecnico di Bari e altre realtà", ha sottolineato l'imprenditore. "Le prime candidature saranno aperte tra fine anno e gennaio". E non è escluso il coinvolgimento anche del team di giovani ricercatori dell'Istituto Superiore Sant'anna e dell'Università di Pisa che sta lavorando un nuovo sistema di sospensioni per l'Hyperloop.

Il polo italiano opererà in sinergia con quello canadese, dove per altro si sta studiando la fattibilità di una tratta che possa collegare Toronto e Monreal in circa 30 minuti. Ma non sono solo le ferrovie americane a guardare al progetto con interesse. Ferrovie dello Stato ha confermato che parteciperà al progetto Hyperloop, anche se l'AD Renato Mazzoncini ha ridotto al lumicino le possibilità di una sua realizzazione in Italia.

"Certamente non è il luogo che si presta più facilmente, considerata la nostra densità abitativa, però in determinate tratte – dice Pertosa – potrebbe essere possibile".

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"E poi si tratta di una tecnologia più economica del Maglev tradizionale e della stessa alta velocità. La TAV in Italia è costata 34 milioni di euro al km, in Spagna circa 15 milioni. Hyperloop si stima possa rimanere tra i 15 e i 20 milioni di euro a km. E infine l'impatto ambientale è ridotto".