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Volkswagen e-Up! la nostra recensione

Dopo aver recensito la piccola utilitaria della casa di Wolfsburg, ci è stata proposta la versione full-electric (e-Up!) nella sua seconda iterazione. Avevamo dato notizia del notevole incremento nella capacità della batteria, un aggiornamento che ha reso possibile raccomandare la versione puramente elettrica ad un pubblico più ampio e, probabilmente, interessato.

Ci sono differenze tra la versione dotata del celebre tre cilindri VW e la nuova generazione elettrica? La risposta come di frequente richiede delucidazioni che vanno al di la del semplice si o no.

Interni ed esterni

In un settore nel quale lanciare un’auto elettrica significa mettere in gioco la credibilità stessa del marchio, Volkswagen ha preferito la strada più sicura, ovvero modificare modelli tradizionalmente alimentati a combustibili fossili in vetture completamente elettriche. Prima la Golf, poi Up!, le rappresentanti più vendute della gamma del costruttore tedesco si sono adornate del prefisso “e” ad indicare la ritrovata missione di decarbonizzazione del marchio.

In contrapposizione alla scelta di altri marchi, che hanno finora preferito lanciare modelli elettrici che decisamente divergono dal resto della gamma in termini di forme e di cliente tipo, l’immagine di una vettura consolidata come Golf o la praticità di un’utilitaria apprezzata come Up! danno una sensazione di familiarità al potenziale cliente sempre più indeciso sul tipo di alimentazione da scegliere.

E-Up! è, a tutti gli effetti, una Up! a cui è stato sostituito il sistema di propulsione, quasi come se fosse una modifica artigianale portata a termine da un’officina che si cimenta in restomod alternativi. Gli unici dettagli che tradiscono l’aspetto da utilitaria a benzina sono gli inserti del tipico “blu ecologico” lungo il portellone posteriore e all’interno del marchio e alcune targhette che recitano “e-Up!”, distribuite ai quattro lati della vettura.

Ritengo che questa scelta sia un bene, dato che il design moderno della gamma Volkswagen non ha nulla da invidiare i concept più “esotici” dello stesso produttore.

Esperienze alla guida

“Ma è un’auto elettrica, peserà due tonnellate” è una posizione, talvolta valida, che caratterizza la mobilità elettrica del presente. A rafforzare tale opinione è il fatto che molte vetture di questa categoria presentano, se confrontate con le controparti tradizionali, una differenza di peso ineludibile. Utilitarie a batteria possono arrivare a pesare come un SUV di medie dimensioni a gasolio, un dettaglio che spesso scoraggia chi valuta l’acquisto di tale tecnologia.

La buona notizia è che e-Up!, pur separandosi in modo netto dalla versione a benzina, si potrebbe definire un “peso piuma” per la categoria in cui versa. Fermando la lancetta a 1230 Kg l’utilitaria di Volkswagen si posiziona alla pari delle utilitarie endotermiche più pesanti. Guidare un’auto elettrica dal peso relativamente contenuto è un’esperienza illuminante per un potenziale acquirente, il baricentro basso, la coppia disponibile alla minima pressione dell’acceleratore, la frenata rigenerativa, tutte le caratteristiche che rendono piacevole la guida elettrica vengono quasi amplificate.

La versione elettrica presenta un’ottima stabilità nella giungla urbana e tra le innumerevoli rotonde che collegano paese e paese. L’impostazione dell’assetto è comunque votata al comfort e all’assorbimento massimo delle imperfezioni stradali, un dettaglio palesato dal rollio che si fa sentire al primo accenno ad una sterzata più rapida del solito, senza alienare mai il conducente da quello che accade tra gli pneumatici e l’asfalto. Anche a velocità autostradali la vettura non si scompone, specialmente in presenza di forti interferenze laterali dovute al passaggio di veicoli di dimensioni ben più generose.

Si tratta di una vettura sportiva? decisamente no, non vuole esserlo e non può esserlo, ma condivide diverse caratteristiche che rendono le piccole utilitarie sportive cosi attraenti. Gli 82 cavalli passano in secondo piano ai 215 Nm di coppia che il motore elettrico è in grado di generare. Certo, non ci sono marce e manca il suono coinvolgente del propulsore endotermico, ma la dinamica delle accelerazioni e delle frenate, merito anche della capacità rigenerativa importante, è presente e si fa sentire in qualsiasi condizione di guida.

Disporre di quella reattività apre un ventaglio di nuove possibilità all’utente. Evitare un semaforo rosso, portare a termine un inserimento, effettuare sorpassi in sicurezza sono poche delle situazioni in cui una vettura elettrica mostra i propri punti di forza, separandosi dall’omonima a carburante.

Passando dalla dinamica di guida alla parte “statica”, l’insonorizzazione dell’abitacolo è pari a quella della versione tradizionale. Le performance tuttavia deludono, merito della  silenziosità del metodo di propulsione. Avendo provato entrambe le versioni si nota l’inesorabile fruscio degli specchietti retrovisori, nonché lo scricchiolare che accompagna ogni minima perturbazione del manto stradale.
Nella guida quotidiana il ticchettio di sottofondo può dar noia a chi si distrae facilmente alla guida, mentre passa totalmente in secondo piano nel momento in cui si accende l’autoradio.

Alcuni dettagli

Perche ho parlato di “autoradio”? Usare quest’ormai vetusto termine per descrivere il fulcro tecnologico dell’interno di Up! (anche della versione “normale”) è forse una forzatura, ma non è del tutto errato.
A tutti gli effetti il “sistema di infotaiment” di e-Up! è inesistente, sostituito solo da un’autoradio e da un’interfaccia di collegamento Bluetooth per dispositivi mobili, niente di più. Questo approccio a dir poco frugale di Volkswagen è un’arma a doppio taglio; da una parte riduce la complessità facilita l’uso e minimizza il numero di componenti, nonché il costo di produzione e il peso complessivo. Il presupposto di questa soluzione è che il conducente disponga di uno smartphone, nella maggior parte dei casi anni luce da qualsiasi sistema di infotainment integrato. Dall’altra parte si fa affidamento su di un componente esterno alla vettura, dipendente dal conducente. Se per qualsiasi motivo il collegamento tra l’autoradio e il dispositivo non dovesse verificarsi il conducente sarebbe costretto ad utilizzare un sistema “stupido” (a significare privo di autonomia).

La buona notizia questa volta è dovuta all’esecuzione di questo concetto. Il supporto fisico che alloggia lo smartphone è stato sviluppato per garantire una certa facilità di utilizzo, permettendo anche la rimozione completa a discrezione del conducente. L’interfaccia dell’autoradio presenta pochi pulsanti e potenziometri che facilitano la navigazione nei menu e nelle varie modalità. La visualizzazione di informazioni multimediali sullo schermo in dotazione permette di tenere a tutto schermo sul proprio telefono l’applicazione di navigazione, oppure la companion app di Volkswagen per tenere sott’occhio i “parametri vitali” della vettura.

Passando alla sezione più “elettrizzante”, e-Up! è dotata di un pacco batterie da 36,8 kWh, installato tra l’asse anteriore e posteriore. Il motore elettrico è posizionato all’avantreno conservando la configurazione originale della vettura. Curiosa la scelta di non utilizzare il vano situato sotto il bagagliaio, che mantiene la funzione originale di ampliare in profondità il poco spazio che separa il ripiano dalla cappelliera. Mi sarei aspettato di trovare li una parte del sistema di raffreddamento oppure un’estensione della batteria principale, al fine di ridistribuire più equamente il peso.

E-Up! è dotata di tre modalità di guida: normale, eco ed eco+. Nella prima modalità la potenza disponibile al conducente è massima e la vettura risponde all’input dell’acceleratore mettendo da parte l’efficienza. Le due modalità “eco” limitano la velocità massima, rispettivamente a 110 e 90 Km/h. Non è solo la velocità a cambiare, anche il comportamento della vettura viene rallentato per conservare energia. In “eco” è necessario premere con vigore l’acceleratore per effettuare una partenza repentina, mentre in eco+ il concetto stesso di partenza repentina viene messo da parte, alla pari di comodità come l’aria condizionata, in nome dell’autonomia massima.

Durante il periodo di test ho notato un baco nella gestione della modalità “eco+”. Di base la velocità dovrebbe essere limitata a 90Km/h, il che impedirebbe ad e-Up! di viaggiare in sicurezza in autostrada. Tuttavia selezionando la modalità in questione dal tasto corrispondente ed effettuando il resume del cruise control (precedentemente configurato per un valore superiore al limite di questa modalità), la vettura raggiunge tranquillamente il massimo selezionato, “dimenticandosi” della limitazione artificiale fissata da “eco+”. Purtroppo non è dato sapere nel dettaglio su quali valori vada ad agire questa modalità, quindi un confronto diretto a velocità autostradale è sarebbe futile. La vera differenza tra le modalità è ovviamente la mancanza dell’aria condizionata, che abbassa i consumi da 135 Wh/Km a circa 110-120 Wh/Km una volta raggiunta la temperatura selezionata dal conducente. Su brevi tragitti questo parametro non influenza direttamente l’autonomia della vettura mentre per percorrenze vicine all’autonomia massima agisce in modo rilevante. A velocità autostradali il range diminuisce da circa 260-270 Km a circa 200 Km, in base alle caratteristiche del tragitto e alla presenza di traffico. In un contesto urbano l’autonomia citata da Volkswagen è persino conservativa. Sono riuscito a superare 270 Km con una carica circolando tra paesini dell’hinterland milanese, confermando in eccesso l’autonomia ufficiale.

Per quanto concerne la ricarica e-Up! dispone di una presa Combo CCS che permette l’alimentazione sia in corrente continua che alternata. Il caricatore da 2,3 kW in dotazione rende possibile la fatidica ricarica in una notte, presumendo che rincasando il giorno precedente si inizi la ricarica ininterrotta fino alle ore 07:00 del giorno successivo. Ad ogni modo con una percentuale del 20% di batteria il computer di bordo segnala un tempo di ricarica di 10 ore e 30 minuti, che scendono drasticamente nel caso in cui sia disponibile un wallbox. Se l’intento è ricaricare il più velocemente possibile è disponibile porta tipo 2 per corrente continua (a 40 Kw massimi).

Aprendo una parentesi sull’autonomia, non posso che criticare la scelta di Volkswagen di utilizzare lampadine alogene per la fanaleria di e-Up! La scelta è comprensibile sul modello a benzina, dove la riduzione dei costi è la parola chiave, ma risulta di cattivo gusto sulla versione elettrica in “luce” dell’efficienza di marcia rilevata. Fortunatamente la sostituzione di tali lampadine con le controparti LED è una modifica eseguibile con facilità, data la popolarità di quest’ultima tra i proprietari e le proprietarie di e-Up!.

Le conclusioni

E-Up! rappresenta una delle scelte migliori per chi cerca una vettura di piccole dimensioni senza rinunciare ai benefici dell’alimentazione elettrica. Con un prezzo di partenza di 21mila euro pre-incentivi, rimane una delle vetture elettriche più economiche sul mercato, andando a monopolizzare la nicchia all’interno del più grande settore delle auto elettriche. E-Up! riesce a conciliare gli aspetti positivi di Up! con la mobilità elettrica, mitigando in modo efficace i contro che derivano dall’adozione di questo tipo di tecnologia.