Auto

Wuhan riparte con l’esportazione delle auto

Dopo più di 70 giorni di stop, Wuhan riparte con l’esportazione delle auto – in modo graduale – grazie alla riapertura di alcune fabbriche. A causa dell’emergenza COVID-19 le autorità cinesi avevano imposto a tutti i cittadini un periodo di isolamento e, finalmente, sembrerebbe che questo lockdown stia giungendo al termine. Fortunatamente, le autorità cinesi hanno confermato che, nella città dove scoppiò il primo focolaio della pandemia, oggi si contano “zero nuovi casi” di cittadini positivi al COVID-19. Tuttavia, sarà necessario non abbassare la guardia, infatti Hu Shuguang, che si trova a capo del comitato cittadino per la prevenzione ed il controllo dell’epidemia, avrebbe affermato:

«Zero nuovi casi non significano però rischio zero e la rimozione del blocco sui trasporti non significa la rimozione delle misure di prevenzione e controllo, così come l’apertura delle porte della città non significa l’apertura delle porte di casa».

Dunque sembrerebbe che a Wuhan, seppur con molti controlli e cautela, il settore automobilistico stia man mano riprendendo le attività. La città della provincia di Hubei è considerata uno dei centri con maggiore produzione industriale, infatti pare siano già sette le aziende automobilistiche nella cittadina cinese ad aver ripreso con l’esportazione delle automobili. Tra queste vi è anche la SAIC-GM, fabbrica all’interno della quale lavorano ben 6.000 operai e che, finalmente, sono tornati al loro lavoro ricominciando con l’esportazione delle prime auto realizzate proprio a Wuhan. A tal proposito, è intervenuto Dashen Shen – direttore generale dello stabilimento di SAIC-GM che si trova nella “città-focolaio” cinese – affermando quanto segue:

«I clienti in Uzbekistan hanno ordinato un totale di 1.500 SUV Chevrolet Explorer. Nonostante l’impatto dell’epidemia, la società ha superato molte difficoltà con la vigorosa assistenza dei dipartimenti governativi. I primi 216 nuovi veicoli stanno per essere consegnati ai clienti come inizialmente previsto e altri 216 saranno spedito di nuovo la prossima settimana attraverso la ferrovia lungo la “Belt & Road”».