Basta un SSD per migliorare le prestazioni di un vecchio PC?

Introduzione

L'industria degli SSD sta passando dall'interfaccia SATA 3 Gb/s a quella 6 Gb/s, incrementando la velocità di trasferimento dati potenziale da poco più di 250 MB/s a oltre 500 MB/s. Un cambiamento benvenuto da tutti gli appassionati che vedono nella connessione SATA un limite, soprattutto quando si tratta di nuove configurazioni basate su processori e schede grafiche potenti.

Ci domandiamo se un SSD abbia senso anche come aggiornamento di un vecchio sistema basato su componenti che potrebbero non essere più così fresche. La risposta è sì, la tecnologia allo stato solido può essere affiancata ad hardware di precedente generazione; non serve una configurazione Nehalem o Sandy Bridge per consentire agli SSD di mostrare la loro forza.

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Questo articolo mostra che cosa succede quando rimpiazzate un hard disk con un SSD. Abbiamo realizzato alcuni sistemi che rappresentano l'hardware PC del 2005, 2006, 2008 e 2010 e poi li abbiamo aggiornati usando un SSD.

I produttori di processori, schede video e motherboard potrebbero non amare articoli come questo, ma se non siete alla ricerca di alte prestazioni in un ambito specifico non è necessario acquistare un nuovo componente ogni volta che AMD o Intel lo presentano. Se navigate su Internet, usate i social network, guardate video, comunicate su Skype o scrivete su Word un Core 2 Duo di cinque anni fa è probabilmente più che sufficiente. I videogiochi, le applicazioni workstation e la transcodifica sono tutte buone ragioni per investire in componenti moderni, su questo non ci piove. Tuttavia un sistema entry level o mainstream con Windows non ha bisogno di più potenza di quella che ha già.

Quando avete l'urgenza di aggiornare, la domanda diventa: da dove iniziare? Bisogna puntare su un nuovo processore? Molti pensano che la cura di tutto sia semplicemente aggiungere più RAM; aggiungere più moduli aiuta in qualche modo? Una nuova scheda video cancella quei frangenti in cui notate un rallentamento? O meglio puntare su un hard disk più capiente perché siete a corto di spazio? Ci sono diversi modi per spendere soldi cercando di aumentare la velocità o la capacità d'archiviazione di un vecchio sistema.

Tuttavia quasi nessuno considera l'integrazione di un SSD. Dopotutto un SSD difficilmente risolve i problemi di chi cerca maggiore capacità. Un SSD generalmente passa in secondo piano rispetto agli altri componenti quando un utente pensa a ciò che gli serve per migliorare le prestazioni.

Prima che pensiate d'inserire  un SSD all'interno di un vecchio computer, considerate un paio di punti. Non conta il modello di disco che usate, né il prezzo al quale lo acquistate. In pratica, anche un SSD di fascia bassa è rilevante quando si tratta di aggiornare hardware datato. Tuttavia vogliamo dire che è importante usare un controller SATA con supporto AHCI perché è necessario per il comando TRIM. Ogni SSD può operare senza TRIM, ma con il rischio di avere prestazioni in calo dopo un uso intensivo. Come linea guida più generale c'è un quantitativo minimo di potenza di calcolo e memorie che dovrete avere prima che un SSD abbia senso: una decente CPU dual-core e almeno due gigabyte di memoria. Altrimenti probabilmente siete sul sentiero giusto per un rinnovamento totale del sistema e non solo per l'aggiornamento di un singolo componente.

Sistemi di prova: PC dal 2005 al 2010

Abbiamo deciso di realizzare alcuni sistemi che rappresentino l'hardware del 2005, 2006, 2008 e 2010, per poi aggiornarli con un SSD. Per semplicità e per ridurre i tempi d'installazione abbiamo usato la stessa motherboard e chipset per le configurazioni 2005, 2006 e 2008.

Questo ha tuttavia creato un "caso". Le configurazioni degli anni 2005 e 2006, incentrate sui processori Pentium 4 660 e Core 2 Duo E6700, non avevano a disposizione lo stesso controller di archiviazione, in quanto il P45/ICH10R non era disponibile in quegli anni; fortunatamente è totalmente appropriato per la configurazione del 2008. Il controller ICH10 non ha però modificato sostanzialmente le prestazioni o le funzioni rispetto agli ICH7 o ICH8, e quindi il cambio di chipset non dovrebbe pesare sui risultati.

Il PC del 2005 sfrutta un vecchio processore Pentium 4. Abbiamo scelto il modello 660, basato sul noto core Prescott a 90 nm, con una frequenza di 3,6 GHz e dotato di 2 MB di cache L2. È stato il primo processore compatibile con l'interfaccia LGA 775. Si trattava di una CPU single-core ma con l'Hyper-Threading metteva a disposizione due processori logici che usavano meglio le risorse disponibili. In quel momento l'Hyper-Threading tuttavia prometteva più che mantenere, perché mancavano applicazioni capaci di sfruttarlo.

Rispetto agli odierni processori da 3,6 GHz, il Pentium 4 è antico e richiede molta più energia per operare rispetto agli attuali modelli quad-core.

Questo è l'unico dei quattro sistemi che avremmo rimpiazzato piuttosto che aggiornato. Tuttavia è abbastanza veloce per navigare su Internet e lavorare con Office. Lo abbiamo accoppiato con 2 GB di memoria DDR2, una GeForce 6800 GT e un hard disk Spinpoint T133 da 300 GB.

Intel è tornata a ruggire nel 2006, quando l'azienda ha riconquistato il trono di prestazioni ed efficienza a discapito di AMD. Il nostro sistema per quell'anno è basato su un Core 2 Duo E6800 - core Conroe a 65 nm – abbinato a 2 GB di DDR2, una scheda GeForce 7800 GTX e un altro disco Spinpoint T133.

La generazione Core 2 ha ridotto il TDP delle CPU mainstream da 115 watt (del Pentium 4 Prescott) a solo 65 watt, e simultaneamente ha introdotto migliori prestazioni per clock e due core. Il Core 2 è stata la prima CPU desktop ad avere la cache L2 on-die condivisa tra i due core.

Nel 2008, Intel ha posto molta enfasi sui processori Core 2 Quad, con quattro unità di calcolo. Abbiamo però deciso di usare una CPU dual-core a 45 nanometri che al tempo offriva migliori prestazioni e un'efficienza superiore. A questa piattaforma abbiamo aggiunto una GeForce 9800 GTX, 4 GB di memoria DDR2 e un disco Spinpoint F1 1 TB.

Il PC del 2010 è basato su un quad-core Lynnfield a 45 nanometri, specificatamente il Core i5 750 da 2,66 GHz. Per questa configurazioni siamo dovuti passare a una motherboard LGA 1156. Abbiamo inoltre installato 8 GB di DDR3, una GeForce GTX 280 e un disco Spinpoint F3R da 1 TB, che offre maggiori prestazioni dello SpinPoint F1.

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