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Bill Gates: "I robot ci rubano il lavoro? Paghino le tasse!"

Il fondatore di Microsoft afferma che le aziende che producono robot, e gli stessi automi, dovrebbero essere tassati per sostenere il welfare statale.

Bill Gates: "I robot ci rubano il lavoro? Paghino le tasse!"

I robot ci "ruberanno" il lavoro? La domanda ormai si fa sempre più frequente e le risposte sono le più svariate. Il fatto che una domanda torni con molta frequenza è un indice di un problema, se non immediato, quasi. D'altronde se i robot si occuperanno di far gran parte dei lavori, vorrà dire che saranno meno gli umani a lavorare e quindi ancora meno quelli che potranno pagare le tasse.

gates

Che fare? Secondo Bill Gates, fondatore di Microsoft, i robot che prenderanno il posto degli uomini nella catena produttiva dovranno pagare una loro quota di tasse. "Al momento un lavoratore, diciamo, fa un lavoro del valore di 50.000 dollari in una fabbrica, e quell'introito viene tassato e così avete l'imposta sul reddito, la tassa sociale, tutte queste cose", ha affermato Gates in un'intervista con il caporedattore di Quartz, Kevin Delaney. "Se un robot subentra a fare la stessa cosa, si potrebbe pensare di tassare i robot di un ammontare simile".

Gates ritiene che una volta che i robot si occuperanno delle mansioni oggi svolte dagli umani, quest'ultimi avranno più tempo da dedicare "agli anziani e ad aiutare i bambini con bisogni speciali", cose che richiedono livelli di empatia umani e che attualmente non sono adeguatamente gestiti dagli umani, oberati di lavoro e con poco tempo a disposizione.

robot worker

"Ma non si può semplicemente abbandonare l'imposta sul reddito", ha affermato Gates. Secondo il magnate quei soldi potrebbero giungere dai risparmi che le aziende avranno dal non pagare per i lavoratori umani, o potrebbero arrivare da una tassa sui robot stessi.

Il 50% dei lavori svolti dagli umani oggi rischia di essere sostituito dai robot, secondo un recente report di McKinsey. Si potrebbero perdere 15 trilioni di dollari in salari in tutto il mondo e circa 2,7 trilioni negli Stati Uniti. Ma il rapporto afferma che questo potrebbe non accadere fino al 2055, con un margine d'errore di più o meno 20 anni. Insomma, nemmeno gli analisti sono Nostradamus.

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"Bisognerebbe capire che", ha detto Gates, "sarà un male se le persone avranno più paura di ciò che l'innovazione offrirà loro rispetto all'entusiasmo per la novità. Ciò significa che non capiranno le cose positive che potranno avere".

Insomma, da Gates arriva un campanello d'allarme per i governanti: il tempo stringe, serve approcciarsi al problema senza paraocchi, o si potrebbero verificare grandi problemi sociali nel prossimo futuro.

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