Questa testata è partner di La Repubblica e contribuisce alla sua audience
Hot topics:
10 minuti

Bitcoin, da dove vengono le monete senza banche

Diamo uno sguardo approfondito al mining e al suo funzionamento tecnico.

Bitcoin, da dove vengono le monete senza banche

Ormai di articoli che descrivono il fenomeno Bitcoin ce ne sono molti: abbiamo capito che è una moneta digitale, che è peer-to-peer, che si può comprare online con la nostra valuta e viceversa, e che serve a fare acquisti online, ecc. (vedi anche Bitcoin: dal mining ai complotti, tutto sulla moneta digitale

Non vogliamo quindi ripetere concetti generali che abbiamo già trattato in passato (vedi anche Bitcoin: la moneta digitale che ci libera dalla banche e Bitcoin: dal mining ai complotti, tutto sulla moneta digitale), ma piuttosto dare uno sguardo più tecnico al concetto di mining.

Nanni Bassetti, l'autore di questo articolo

Abbiamo cercato di usare un linguaggio il più semplice possibile, ma inevitabilmente – quando si tratta di temi complessi come questo – non tutti potranno comprendere a fondo le pagine che seguono. L'obiettivo in ogni caso è rispondere a una domanda: cos'è il Bitcoin mining?

Da qui in avanti useremo nel testo un glossario specifico, quindi raccomandiamo chi non padroneggia l'argomento di leggere gli articoli precedenti, altrimenti le prossime pagine potrebbero risultare davvero molto difficili.

Riprendiamo brevemente il concetto base: chi vuole possedere dei Bitcoin (BTC) può comprarli tramite servizi specializzati oppure "minarli", usando il proprio hardware o partecipando a un pool. Nel primo caso si userà un software dedicato.

Il programma scelto sostanzialmente esegue un calcolo il cui obiettivo è trovare un certo numero/codice, che è protetto da un algoritmo crittografico. Il "minatore", la persona che usa i propri computer per questa attività, riceverà una ricompensa di X Bitcoin se riesce nell'impresa prima degli altri.

Un blocco rappresentato su blockchain.info

In questo modo si genera una "transazione", non dissimile da quella che avviene quando un utente passa dei BTC a un'altra persona. Ed è proprio la transazione l'elemento minimo al centro di tutto. Sappiamo infatti che la rete BTC è basata su transazioni, che queste sono inserite in blocchi, ognuno dei quali ha un header (intestazione), e che i blocchi tutti insieme costituiscono la blockchain.

Il software di mining converte tutte le transazioni in un unico hash denominato "Merkle root", che rappresenta l'hash degli hash di tutte le transazioni (https://en.Bitcoin.it/wiki/Protocol_specification).

Nota: Convertire in hash significa usare una funzione matematica irreversibile, che restituisce un codice di lunghezza fissa qualsiasi sia l'informazione in ingresso; basta cambiare qualcosa nell'argomento della funzione, e il codice cambia a sua volta, esempio:

SHA256("pippo") = A2242EAD55C94C3DEB7CF2340BFEF9D5BCACA22DFE66E646745EE4371C633FC8
SHA256("puppo") = DBC5D1C4E7BAAE4B0C0C8C5E85A3E0850A7BB51130965650D2D22FB0AFB1B304

Tutti valori in gioco sono in altre parole "tradotti" in una serie di simboli e numeri (l'hash) unico, in modo irreversibile. L'informazione è poi condivisa con tutti gli utenti Bitcoin, e questo garantisce dal rischio di falsificazione, perché eventuali manipolazioni sarebbero immediatamente rilevabili. 

Continua a pagina 2
AREE TEMATICHE
Vuoi ricevere aggiornamenti su #E-Gov?
Iscriviti alla newsletter!