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Bitcoin: ecco il primo Bancomat pubblico italiano

Alla stazione ferroviaria di Roma Termini sarà attivato il primo bancomat pubblico in Bitcoin.

Bitcoin: ecco il primo Bancomat pubblico italiano

Un vero e proprio Bancomat in Bitcoin sarà attivato alla Stazione di Roma Termini, dove dal 26 giugno lo si potrà usare per prelevare contanti o comprare BTC. Della sua installazione si fa carico Robocoin Italia, società che si poggia sull'omonima multinazionale.

Il funzionamento della macchina è relativamente semplice: prima di tutto bisogna registrarsi con un documento d'identità (CI o patente), e da quel punto sarà possibile inserire contanti per avere Bitcoin accreditati su un portafogli crittografico, oppure pagare in Bitcoin per prelevare contanti; le operazioni si concludono con la scansione di uno o più codici QR tramite il proprio smartphone - per garantire il massimo della sicurezza.  

Federico Pecoraro di Robocoin Italia

Semplice quindi, ma non certo quanto un comune bancomat. Le operazioni potrebbe anzi risultare astruse ai più, ma gli utenti di questo nuovo bancomat - si suppone - sono persone che padroneggiano la tecnologia e che non si fanno certo spaventare dalla tecnologia. Quello di Robocoin non è il primo esperimento in assoluto - c'era stato qualcosa nei mesi scorsi infatti - ma è il primo bancomat in BTC ad accesso pubblico che sarà attivato nel nostro paese. Una svolta importante per la diffusione delle criptomonete in Italia.

Ebbene sì, anche nel Belpaese qualcosa si muove sotto questo aspetto. Tant'è vero che oggi a Montecitorio c'è un'intera giornata dedicata ai Bitcoin, ai rischi e ai possibili benefici. Chi vuole può seguire l'evento su twitter con l'hashtag #bitincamera. Il "No Cash Day", inoltre, quest'anno sarà dedicato proprio a Bitcoin. In Italia quindi qualcuno sta cercando di recuperare il ritardo su questo tema, forse perché si sta finalmente capendo che le criptomonete non sono un fenomeno passeggero ma qualcosa che ha già lasciato il segno e con cui bisognerà fare i conti sempre più spesso.

Altrove invece sono sempre un passo avanti, o anche un'intera lunghezza come in questo caso: Erik Finman nel 2012 investì 1.000 dollari in Bitcoin, trasformandoli rapidamente in 100.000 dollari - complice ovviamente la repentina ascesa del valore di scambio vista l'anno scorso.

Finman ha così deciso di prendere quel denaro e fondare una propria azienda: si chiama botangle e punta a mettere in contatto docenti ed esperti con potenziali clienti. Un'idea non del tutto nuova ma che offre ancora un grande margine di crescita, e infatti questa società conta già oltre 20 collaboratori e più di 100 utenti attivi. Un bel successo, soprattutto considerato che Finman ha quindici anni. Intanto in Italia si chiacchiera di Bitcoin nelle sale parlamentari. Non è granché visto cosa succede altrove, ma è pur sempre meglio di niente no?

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