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Black Friday all'italiana: ordini di prodotti già esauriti

ADUC ha fatto emergere un problema del Black Friday: molti negozi online vendono prodotti non realmente presenti a magazzino. Poi per il rimborso temporeggiano.

Black Friday all'italiana: ordini di prodotti già esauriti

L'ADUC, una delle associazioni dei consumatori più note in Italia, la settimana scorsa ha preso una dura posizione contro i commercianti online che hanno approfittato del Black Friday "giocando" un po' troppo sulle reali disponibilità a magazzino.

"A parte i problemi ricorrenti per gli acquisti in tutti i periodi (come i difetti di conformità tra quanto descritto e quanto venduto), ce n'è uno in particolare che è emerso per l'occasione negli acquisti online su web italiani: la non disponibilità del prodotto dopo che lo stesso è stato pagato dall'acquirente e confermato dal commerciante", si legge nell'ultima nota stampa al riguardo.

black friday

Uno degli esempi citati è quello del classico acquisto di uno smartphone con importo addebitato su carta di credito e mail di conferma, com'è prassi. Il tutto per poi scoprire a distanza di qualche giorno che le scorte sono state esaurite e che c'è stato un presunto problema di sistema nella gestione ordini. A quel punto il diritto di rimborso dovrebbe essere pressoché automatico.

"A tutti questi consumatori rispondiamo che - a conferma data - il commerciante ha l'obbligo di inviare il dovuto alle condizioni già confermate", spiega ADUC. "Di farsi valere, nel caso, con una diffida e di fare una segnalazione all'Antitrust per pratica commerciale scorretta".

"Senza entrare nel merito dei reconditi motivi per cui un commerciante non è in grado di fornire ciò su cui si è impegnato (la furbesca disonestà, soprattutto online, è dietro l'angolo), ricordiamo che, per il rimborso, minimo bisogna aspettare 30 giorni, arrivando anche - di sovente - a dover intimare il rimborso con diffida perché' anche i tempi indicati dal commerciante vengono sforati".

ADUC sostiene che una grande catena italiana - senza fare nomi - adotti una clausola vessatoria che arroga a se stessa una sorta di diritto di ripensamento. In pratica non esplicita al consumatore che in sede di acquisto si concede 4 giorni per valutare la reale disponibilità del prodotto, nonostante la già avvenuta transazione.  

"Un Black Friday all'amatriciana. Visto che le norme di base delle transazioni commerciali vengono serenamente ignorate e violate", prosegue l'associazione. "Se si va su siti navigati di vendite online (classico esempio: Amazon), fatti del genere non si verificano quasi mai. E crediamo che questo accada perché nel nostro Paese non ancora ben abituato alla libertà di commercio, quest'ultima viene scambiata come una sorta di 'faccio quel che mi pare e piace' e non come dovrebbe essere, libertà in un quadro normativo".

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