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Buffalo AirStation 1300 e AirStation 1750 alla prova

Test - Recensione del Buffalo AirStation 1300 e dell'AirStation 1750. Buffalo AirStation 1300 è un bridge Wired con porte Gigabit e WiFi, dotato di supporto allo standard 802.11ac. Buffalo AirStation 1750 è un router LAN/WAN Wired/Wireless sempre con supporto 802.11ac.

Buffalo AirStation 1300 e AirStation 1750 alla prova

Introduzione

I contenuti multimediali (musica, video, immagini) sono sempre più distribuiti digitalmente e spesso molte case di produzione di film, oltre al tradizionale cofanetto, offrono la possibilità di acquistare film sotto forma di file da salvare su hard disk, chiavette USB o NAS (Network Area Storage). Tutti i produttori di soluzioni per l'intrattenimento domestico (dalle console ai sistemi hi-fi fino alle TV) hanno a listino prodotti "smart", ossia intelligenti, capaci di riprodurre contenuti digitali.

Anche le reti domestiche si sono evolute per adeguarsi alle richieste di banda sempre maggiore: oltre alle tradizionali reti wireless 802.11a (velocità massima 54 Mb/s sulla frequenza dei 5 GHz) e 802.11g (velocità massima 54 Mb/s sulla frequenza dei 2.4 GHz) la diffusione dello standard 802.11n ha portato a un aumento di velocità (fino a 100 Mb/s con la possibilità di operare sulle frequenze 2.4 GHz e 5 GHz) e a una distribuzione migliore del segnale.

AirStation 1300 e AirStation 1750

Con i contenuti in alta definizione avere una rete wireless a 100 Mb/s potrebbe non essere sufficiente. Il nuovo standard (per ora in bozza) 802.11ac (operante in doppia frequenza, 2.4 GHz e 5 GHz), porta la velocità di trasmissione fino a 1300 Mb/s nel campo dei 5 GHz e a 450 Mb/s per le trasmissioni sui 2.4 GHz garantendo, oltre a un sensibile incremento delle prestazioni in fase di trasferimento di file di grosse dimensioni, la piena compatibilità con le tecnologie già esistenti.

Buffalo presenta due prodotti, il primo pensato per una rete domestica mista Wireless/Cavo non connessa con la Rete, il secondo dedicato invece a chi vuole poter sfruttare la condivisione di contenuti multimediali in rete locale non rinunciando, però, ai vantaggi di Internet: ecco AirStation 1300 e AirStation 1750.

Buffalo AirStation 1300: caratteristiche generali

Buffalo AirStation 1300
In breve Buffalo AirStation 1300, un bridge Wired con porte Gigabit e WiFi a doppia banda (2.4 e 5 GHz) che supporta gli standard 802.11 a, g, n e il nuovissimo 802.11ac per lo streaming ultra veloce di formati video in alta definizione.
Prezzo Circa 170 euro
Pro Design moderno che si adatta anche agli ambienti più sofisticati, ottimi gli standard di sicurezza ed il livello di performance garantito.
Contro Note operative di start-up non chiare, interfaccia di amministrazione migliorabile, mancanza di una porta USB per il collegamento di hard-disk esterni.

Il bridge Wireless Buffalo AirStation 1300 si propone come una soluzione in grado di unire il nuovo standard Wi-Fi con un'infrastruttura esistente. Dotato di 4 porte Gigabit Ethernet con funzione di auto-rilevamento della velocità, grazie alla doppia banda (2.4 e 5 GHz) è compatibile con gli standard WiFi più datati (802.11a, g, n) per cui anche i dispositivi più vecchi possono condividere e ricevere contenuti multimediali.

È basato sul chipset Broadcom 5G WIFI, presentato al Consumer Electronics Show (CES) di Las Vegas a gennaio e che offre, oltre a un sensibile aumento di velocità nella trasmissione dati, anche una copertura del segnale notevolmente più estesa rispetto, ad esempio, a un ripetitore che supporta le reti 802.11n.

Alcuni test effettuati da Broadcom hanno dimostrato come un Access Point con un chipset 5G WIFI distante 10 metri da una postazione di prova abbia lo stesso livello di prestazioni, in termini di velocità di trasferimento, di una postazione di test con le medesime caratteristiche a tre metri di distanza da un Access Point con tecnologia 802.11n.

Da un punto di vista puramente estetico, l'Access Point di Buffalo si presenta come un "monolite" nero, ricoperto da un materiale piacevole al tatto e con una forma che gli consente di prendere posto senza sfigurare anche in un ambiente elegante e moderno.

Particolare attenzione è stata data a ogni singolo elemento che compone AirStation: le viti per il fissaggio a muro, ad esempio, sono a scomparsa, annegate nella cornice esterna e ricoperte con due rondelle, nere anche loro, per permettere una migliore mimetizzazione con lo chassis.

Nella parte frontale i LED che segnalano lo stato del dispositivo e il pulsante per attivare la funzione AOSS (AirStation One-Touch Secure System - di cui si parlerà più avanti) si confondono con la cornice esterna e si accendono solo se la funzione che rappresentano è attiva (modalità Wireless, modalità 5 GHz). Peccato per la scritta "Buffalo" nella parte inferiore dello chassis che pur avendo una funzione pratica (il colore indica lo stato dell'apparecchio e gli eventuali errori di funzionamento) poteva essere meno appariscente.

Nella parte posteriore ci sono le quattro porte Gigabit Ethernet, il pulsante che consente di fissare la frequenza di trasmissione a 5 GHz, quello di accensione e la presa a cui collegare l'alimentatore.

Manca il tasto di reset? No, gli ingegneri di Buffalo hanno saggiamente pensato di posizionarlo in un posto protetto e lontano da possibili e non previste pressioni: nella parte inferiore dello chassis, riparato dalla cornice esterna. Un'idea saggia che limita i possibili danni (reset della configurazione) che una pressione anche involontaria, seppur prolungata, potrebbe causare.

Un'etichetta bianca raccoglie il numero seriale del prodotto (necessario per la registrazione online) e l'indirizzo fisico (Mac Address). Abbastanza grave la mancanza di una porta USB che non è superflua: è vero che molti dispositivi (i NAS, ad esempio) sono configurabili e gestibili via porta Ethernet, ma non sarebbe stato male avere una porta USB alla quale collegare magari un disco esterno da usare come sorgente per tracce video o audio. D'altro canto, se non sono usate le più moderne porte USB 3.0, la velocità di trasferimento dell'USB 2.0 potrebbe non essere sufficiente a garantire la visione fluida di un filmato ad alta risoluzione.

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