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AGCM, se non c’è in magazzino non potete venderlo online

L'Autorità della Concorrenza e del Mercato, approfittando di un provvedimento cautelare nei confronti del sito e-commerce tecnomaster.biz ha ribadito che non si può procedere con la vendita di prodotti non disponibili a magazzino. Il tema è quello della trasparenza, non del divieto di dropshipping. Nello specifico è stato chiesto allo specialista in prodotti tecnologici Tecnomaster […]

L'Autorità della Concorrenza e del Mercato, approfittando di un provvedimento cautelare nei confronti del sito e-commerce tecnomaster.biz ha ribadito che non si può procedere con la vendita di prodotti non disponibili a magazzino. Il tema è quello della trasparenza, non del divieto di dropshipping.

Nello specifico è stato chiesto allo specialista in prodotti tecnologici Tecnomaster "di sospendere ogni attività diretta alla vendita di prodotti non disponibili nonché all'addebito anticipato di corrispettivi per beni che non risultino in giacenza nei magazzini del professionista o che non siano comunque pronti per la consegna".

magazzino

L'obiettivo di AGCM è di assicurare il corretto ed equilibrato sviluppo delle vendite online anche attraverso l'organica repressione di fenomeni quali "la mancata consegna della merce ordinata e regolarmente pagata dai consumatori, l'ostacolo al rimborso – ove richiesto – nonostante numerosi reclami e la divulgazione di informazioni false e contradditorie in merito al reale stato degli ordini di acquisto nonché alle effettive tempistiche di consegna degli stessi".

Non è un caso che negli ultimi tempi siano stati soggetti a richiamo anche altre realtà di vendita online, come ad esempio Rocket S.r.l., Phone S.r.l. ed Infotel S.r.l. operanti rispettivamente attraverso i siti triveo.it, moontech.it e infotelitalia.com.

Nell'ultimo triennio, sul fronte e-commerce, sono stati avviati 56 procedimenti, 18 dei quali – relativi ai casi più gravi –  si sono conclusi con l'accertamento delle violazioni contestate e l'irrogazione di  sanzioni per complessivi 3.100.000,00 euro.

"Mentre per 4 società, nei confronti delle quali erano stati ipotizzati illeciti meno gravi, l'Autorità ha accettato e reso obbligatori gli impegni presentati", puntualizza l'AGCM. "Infine 34 operatori, aderendo all'invito dell'Autorità a superare carenze rilevate dall'esame dei rispettivi siti internet, sono intervenuti modificando i contenuti informativi degli stessi in modo da renderli conformi alle previsioni del Codice del Consumo".