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Antivirus: dibattito sullo stato di salute

"Le notizie sulla mia morte sono perlomeno esagerate". Così nel 1897 Mark Twain commentava il suo necrologio apparso per errore sul New York Journal.

Dalle pagine di un altro prestigioso quotidiano, il Wall Street Journal, arriva un nuovo necrologio. A decretarlo è Brian Dye, senior vice president for information security di Symantec che, in un'intervista rilasciata un paio di settimane fa, ha dichiarato che il software antivirus è morto e che Symantec non pensa in nessun modo all'antivirus come a un "moneymaker".

Mark Twain

Una dichiarazione che ha destato un certo scalpore e che, peraltro, sarà stata presa con qualche perplessità dai clienti di Symantec che, da quasi 25 anni, spendono almeno una quarantina di Euro per acquistare Norton AntiVirus e che potrebbero dubitare di stare investendo soldi su una tecnologia obsoleta.

In realtà, l'affermazione del vice president di Symantec tende soprattutto a evidenziare come l'evoluzione delle minacce non consenta più di pensare alla sola tecnologia antivirus come un rimedio efficace per garantire la protezione.

Le aziende leader di settore da diversi anni stanno sviluppando e integrando processi multi livello nelle loro soluzioni per la sicurezza informatica per riuscire a bloccare anche il malware sconosciuto e prevenire lo sfruttamento di vulnerabilità presenti nei software commerciali, evolvendo da modelli di risposta basati su un confronto con le firme note verso un approccio basato sulla raccolta di informazioni su scala globale, aggiornamenti in tempo reale, assegnazione del livello di reputazione e metodologie di difesa proattiva.

Brian Dye VP di Symantec

Tra queste G Data, che ha deciso di commentare in modo esplicito la dichiarazione di Brian Dye sulla morte dell'antivirus attraverso Ralf Benzmüller, head of G DATA SecurityLabs, che evidenzia come sia ancora essenziale utilizzare soluzioni per proteggersi dai virus sebbene, a livello aziendale, una protezione efficace dell'infrastruttura IT richieda necessariamente tecnologie addizionali.

"Rendere sicuri i complessi network aziendali è una sfida importante – ha dichiarato Benzmüller -. Soluzioni Antivirus efficaci, che naturalmente devono essere parte di una strategia di difesa multi livello, rimarranno la prima scelta per un'efficace protezione contro il malware. Il punto di partenza per gli utenti privati è differente. Qui non c'è la necessità di proteggere grandi network con una struttura eterogenea contro attacchi interni e esterni. Per gli utenti privati la protezione antivirus rappresenta la componente più importante quando si tratta di proteggere il proprio pc dagli attacchi correnti".

Ralf Benzmüller di G Data