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Assinform: torna a crescere il mercato ICT

Pagina 1: Assinform: torna a crescere il mercato ICT

"Un anno tutto sommato positivo – osserva Giancarlo Capitani, Presidente di NetConsulting3 (la società che per conto della Associazione elabora tradizionalmente i dati, ndr) – perché rappresenta una inversione di tendenza rispetto al passato, che va al di là del numero, peraltro ancora modesto, di crescita. Il miglioramento conseguito, finalmente, non è molto distante da quello evidenziato da altri Paesi. Anzi, per citare Eito, siamo abbastanza allineati con la media europea quale era stata formulata da questo centro di osservazione alcuni mesi fa. Cosa importante è che tutti i segmenti, seppure in termini diversi, hanno contribuito all'inversione di rotta. Siamo altresì confidenti che nel corso di quest'anno il risultato si consoliderà intorno a un progresso del'1,5%, a meno di nuove turbative in campo economico".

Di turbative non ne vede invece Agostino Santoni, Presidente di Assinform, che nel commentare i dati del 2015 e quindi nel formulare gli auspici per il 2016 ha detto di ritenere possibile una crescita decisamente più robusta. "In realtà i cambiamenti in corso, grazie soprattutto all'avvento del cloud e all'ecosistema delle start up mi fanno dire che certe storture territoriali potrebbero venire in parte appianate, con un contributo positivo anche da parte delle Pmi e del Mezzogiorno alo sviluppo del mercato digitale. Uno sviluppo inoltre che il governo mostra di saper e voler governare nelle giuste direzioni".

 

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Spazio al middleware

I fatti salienti del 2015 sono parecchi. Grazie al contributo del cloud in primis anche la domanda di servizi è tornata a crescere dopo le perdite degli anni precedenti a causa della erosione tariffaria. Per i servizi l'incremento rispetto al 2014 è stato dell'1,5% per un valore di 20,368 miliardi di euro.

Dal canto suo il mercato del software e delle soluzioni Ict on Premise ha acquisito un ruolo ancora più da protagonista e non solo per il progresso del 4,7% anno su anno (la spesa ha raggiunto per questa voce i 4,218 miliardi di euro). Occorre spiegare, argomenta Capitani a questo proposito, che il fulcro di questa vivacità è rappresentato dal middleware a cui si deve la migrazione da "un paradigma di progetto ad un paradigma di servizio". Ossia si fa più standardizzazione, proprio per effetto della diffusione del cloud computing, e meno customizzazioni e personalizzazioni, proprio allo scopo di regolarizzare e ottimizzare il parco di sistemi legacy.

Gli smartphone rubano mercato a Pc e tablet

Anche l'hardware ha retto l'urto, progredendo dello 0,6% (a quasi 17 miliardi di euro), grazie soprattutto agli smartphone che, rubando spazio a Pc e tablet, hanno decretato una calo per questi dispostivi, piuttosto pronunciato anche.

Assinform ha rilevato nel 2015 la vendita di 4,33 milioni di Pc, con una flessione del 13,7% sull'anno precedente. Per i tablet il calo è stato ancora più marcato: -15,1%, per 2,65 milioni di apparecchi venduti. Ci sono spiegazioni anche specifiche di questi ridimensionamenti.

Per i Pc il 2014 era stato un anno di picco per la domanda di refresh o sostituzione del parco ormai obsoleto, soprattutto nelle aziende. Per i tablet invece esiste una mancanza di reali novità sul mercato, che incide sulla penetrazione di questi dispositivi nel tessuto aziendale. Hanno tratto giovamento gli smartphone: in Italia nello scorso anno ne sono stati venduti secondo questa fonte 15,5 milioni, con un incremento del 9.9%.