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Business Continuity con IDC e IBM

I cambiamenti climatici che portano piogge torrenziali, il dissesto idrogeologico del nostro Paese, l'elevata sismicità, il dramma degli incendi boschivi, sono tutte fonti di preoccupazione per le aziende che non possono permettersi periodi di inattività.

I disastri naturali sono più frequenti che in passato, ma più elevato è soprattutto il ritmo operativo e più importante, rispetto anche a pochi anni fa, la dipendenza da contesti e relazioni nazionali e internazionali.

I sistemi di business continuity devono adeguarsi di conseguenza, adottando un approccio multidisciplinare e multiaziendale, orientato alla sicurezza e alla continuità operativa.

Focalizzandoci sull'aspetto tecnologico, l'obiettivo è garantire l'accesso alle informazioni, a fronte di qualsiasi situazione, accidentale o dolosa, che comprometta l'integrità e la disponibilità dai dati. Un fine che si raggiunge attraverso una combinazione di tecnologie hardware, software e servizi.

A livello mondiale, secondo IDC, il valore complessivo delle tecnologie e dei servizi di "business continuity" è stato di 29,6 miliardi di dollari nel 2012, di cui circa il 70% rappresentato da infrastruttura hardware, il 17% da tecnologie software, il 13% da servizi. Sempre in base alle stime IDC, il valore complessivo è destinato a superare i 31,7 miliardi di dollari entro il 2015.

Di questi temi si occuperà l'edizione 2013 dell'IBM Business Continuity Summit, organizzata con IDC appunto, che fornirà un quadro dei trend attuali, delle prospettive future e delle strategie per gestire le crisi e proteggere asset, immagine, profitti.

Interessati promettono di essere gli interventi di esperti e, soprattutto testimonianze di progetti già realizzati da importanti aziende e autorevoli istituzioni.

L'evento è il 9 aprile in contemporanea a Milano e Roma. Online è disponibile l'agenda ed è possibile partecipare registrandosi.