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Cloud&Business n.56: Come proteggere i dati nel Cloud

I servizi Cloud e di Mobility, sempre più diffusi, stanno cambiando il modo con cui si interagisce sia nell’ambito professionale che sociale. Se l’aspetto positivo è indubbio si tende a dimenticare quello negativo: l’impatto sulla privacy e la sicurezza dei dati riservati, personali o aziendali che siano.

A quelli usuali si sommano i problemi derivanti dalla progressiva digitalizzazione dei servizi finanziari. Con quella che certe volte viene proposta come facilitazione per il cliente (ma che non scaccia il dubbio che in primis sia volta a ridurre i costi per l’ente finanziario), molte banche e altri enti stanno spingendo l’uso di dispositivi portatili e fissi per l’accesso a quello che viene definito uno sportello virtuale, per prelevare o effettuare pagamenti e via dicendo.

Trattandosi di propri quattrini o di quelli dell’azienda è evidente che ai rischi già insiti nell’uso di dispositivi elettronici se ne aggiunge uno nuovo, soprattutto se il dispositivo viene smarrito.

Una cosa è certa, mettono in guardia gli esperti, la semplice password non basta proprio più. Ci vogliono strumenti più raffinati ed evoluti quando si trasferiscono dati, ad esempio la cifratura con robuste chiavi. E per accedere al dispositivo è meglio affidarsi non alle usuali password ma a dispositivi più sicuri quali i sistemi di riconoscimento biometrico, dalle impronte al palmo della mano.

Il tmam della protezione dei dati è affrontato, assieme ad altri, nel numero 56 di Cloud & Business. Tra i temi trattati:

F-Secure ed Europol contro il cyber crime

F-Secure ha sottoscritto un Memorandum of Understanding (MoU) con il Centro Europeo per il Cybercrimine di Europol (EC3) che consentirà una cooperazione avanzata nella lotta contro il crescente problema del crimine informatico. Il MoU è stato siglato presso l’headquarter di Europol all’Aia.

L’MoU è la conferma che affrontare le sfide odierne alla sicurezza digitale, rese ancora più critiche dalla adozione del Cloud, richiede un approccio collettivo in cui le forze dell’ordine e l’industria privata devono lavorare insieme in modo più stretto. Va osservato che in un panorama della sicurezza complesso, partnership come questa stanno diventando sempre più importanti, specialmente a causa della rapidità con cui la tecnologia continua a evolvere.

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Più semplice mitigare gli attacchi DDoS

Arbor Networks ha annunciato potenziamenti all’interno del  proprio portfolio di soluzioni di mitigazione degli attacchi DDoS per reti di imprese e fornitori di servizi. Sono sviluppi volti a permettere una miglior gestione e ridurre la complessità nel contrastare gli attacchi DDoS di nuova concezione.

Appliance Arbor Networks
Appliance per la Network Security

I nuovi sviluppi sono conseguenza del fatto, ha spiegato l'azienda, che sotto la spinta dell'utilizzo delle tecniche di riflessione/amplificazione, le dimensioni degli attacchi DDoS stanno crescendo a ritmo sostenuto. Secondo il Worldwide Infrastructure Security Report di Arbor, l'attacco più significativo riscontrato nel 2015 dalle imprese interpellate è stato della portata di 500 Gbit/s, quindi di 50 volte superiore rispetto a quelli riscontrati nel decennio scorso.

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Per il Cloud uno storage altamente affidabile

Gli operatori nel campo del service si trovano sempre più a dover fare i conti con la sicurezza e la realizzazione di soluzioni atte a garantire un elevatissimo standard per quanto concerne la business continuity. Anche chi ha già da tempo intrapreso questa strada si trova a dover fare i conti con ambienti applicativi e clienti sempre più esigenti e a voler dare loro una rapida e consistente risposta.

Un esempio di azienda che ha fatto della continuità operativa uno dei suoi aspetti salienti su cui investire è Genesys Informatica, società fiorentina presente da quasi 30 anni nell’ambito dei servizi di Information Technology. L’azienda opera con il marchio Hosting Solutions e la mission di rappresentare il punto di riferimento nel mercato dell’hosting.

L’infrastruttura tecnologica di Hosting Solutions è costituita da un complesso insieme di sistemi la cui connessione permette l’erogazione di numerosi servizi in sicurezza. L’infrastruttura si basa su 4 data center, di cui due di proprietà a Firenze e due in co-location a Roma e Catania.

Per ottimizzare l’efficienza e l’affidabilità tutti i servizi vengono erogati da server fisicamente distinti, in modo che ciascuno sia destinato alla gestione di una sola tipologia di dati e di richieste.

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