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Da Emc un backup intelligente con soluzioni attente al TCO

Performance moltiplicate, maggiore scalabilità e più integrazione negli ambienti virtuali. Sono quanto promette Emc con il rinnovo dei propri sistemi di archiviazione e protezione dei dati, tra hardware e software, con novità in ambito Data Domain, Avamar, NetWorker e Mozy.

Novità in linea con le esigenze crescenti da parte dei clienti che Emc giustifica raccogliendo dati di analisti che indicano come il 57% delle aziende abbia avuto una perdita di dati negli ultimi 12 mesi, impattando, per il 43%, in perdita di produttivitá, di soldi (29%) e di fiducia dei clienti (29%). 

"Il pericolo che le aziende corrono è di commettere errori anche gravi nell'archiviazione dei dati – dichiara Michele Santulin, responsabile della divisione Brs di Emc in Italia -. Chi fa backup in autonomia rischia, infatti, che si duplichino, in maniera poco sicura, parecchie quantitá di dati, con copie inutili dei dati, mentre sarebbe utile adottare un sistema basato su un'architettura consolidata, fatta da hardware e software, piuttosto che una di tipo 'accidentale'".

Obiettivo che, secondo Emc, sarebbe raggiungibile seguendo tre direttive principali, a partire dai Data Management Services, per monitorare il backup, individuare le copie ed effettuare le analytics; quindi la Data Source Integration, per conoscere a fondo quello che si va a integrare e per potere gestire ambienti virtuali e fisici e, infine, la Protection Storage, che mette le aziende al sicuro di non aver perso alcun dato. 

Seguendo questo percorso, Emc ha introdotto nuovi sistemi Data Domain che possono arrivare ad essere 10 volte più scalabili rispetto alla generazione precedente "e oltre 27 volte rispetto al nostro più vicino competitor – interviene Manlio De Benedetto, responsabile prevendita Brs per l'Italia -. Performance che possono fare la differenza quando il nostro canale la va a proporre ai clienti, e per questo ci siamo strutturati per adre supporto ai partner, in modo da renderli in grado di capire da soli quale sia la soluzione migliore in base alle esigenze dei loro clienti, come effettuare il sizing della soluzione, come proporla e venderla. Potendo, inoltre, utilizzare lo stesso software per gestire sia il backup sia l'archiviazione". 

DD2500, DD4200, DD4500 e DD7200 sono i nuovi sistemi, che promettono risparmi in costi per gigabyte fino al 38%, con la configurazione più piccola, la DD2500, che è tarata in particolar modo sulle esigenze delle aziende midsize "aiutando i partner nell'offering, che attraverso una sola macchina possono coprire target più ampi, che vanno dalle aziende molto piccole fino a quelle di medie dimensioni – riprende De Benedetto -. Partner sui quali abbiamo iniziato una nuova serie di attività di training proprio per far conoscere e indirizzare la nuova offerta". Sistemi che ben si sposano con il concetto di in-memory computing possibile attraverso l'integrazione di Sap Hana, dando la possibilitá di gestire il backup dei big data, oltre ad assicurare il supporto per Oracle Exadata e Sap on Oracle. 

L'integrazione negli ambienti virtuali viene garantita da Avamar 7, che introduce VM Instant Access per il lancio di una macchina virtuale da un sistema Data Domain con il funzionamento dello stesso in un paio di minuti. In pratica, viene consentita una gestione in autonomia da parte dei gestori, con un backup quotidiano veloce da tutti i nastri. 

Per quanto riguarda NetWorker 8.1, le novitá sono rappresentate da una maggiore integrazione con lo storage primario di Emc, con snapshot management, e ottimizzazione con i sistemi Data Domain, assicurando backup su fibra il 50% più veloce e velocità maggiorate del 2,5% nel restore.

Infine, sul lato del backup su cloud, nuove funzionalità hanno arricchito Mozy, che ora integra Active Directory, per agevolare la creazione di account utente e promuovendo il self-service per una gestione in autonomia a vantaggio dei costi di management.