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Emergenza sicurezza informatica, l’Italia è nel mirino

Nonostante sia una tematica ora come non mai al centro dell’attenzione, in particolar modo dopo i numerosi attacchi avvenuti nel corso del 2017 da WannaCry a Petya, sembra che la consapevolezza sull’importanza della cyber-security non abbia ancora raggiunto un degno livello di attenzione, nonostante si riconosca che comunque nel corso dell’ultimo anno sia considerevolmente aumentata.    

Secondo uno studio dell'Osservatorio “Information Security & Privacy“, osserva Venustech, nel 2017 gli attacchi informatici sono aumentati sia nel numero che nella frequenza e, rispetto all’anno precedente, sono cresciuti del 12%, raggiungendo un mercato di 1,09 miliardi di euro.

Secondo un altro studio pubblicato da Accenture e dal Ponemon Institute, nel 2017 i crimini informatici sono costati alle aziende 11,7 milioni di dollari in media a nazione, il 23% in più rispetto ai 9,5 milioni dell’anno precedente e il 62% in più rispetto alla media degli ultimi 5 anni.

Se quindi da un lato è innegabile l’aumento del cyber-crime, dall’altro lato, anche grazie al GDPR che a breve entrerà in vigore, è aumentata l’attenzione delle imprese e l’impegno di queste nella gestione della prevenzione e della tutela dagli attacchi.

ll rischio di subire un attacco informatico è ormai concreto e la paura di esserne vittima spinge sempre più aziende a dotarsi degli strumenti adeguati per proteggersi anche perché un attacco informatico non significa solo danni economici ma anche perdita di informazioni e dati sensibili, di ora lavorative, oltre ai danni al personale, alla strumentazione informatica e all’immagine dell’azienda.

In conclusione, evidenzia la società, il cyber-crime è ormai un fenomeno reale che non accenna a diminuire.

Attaccare dispositivi, PC, smartphone e apparecchi elettronici non adeguatamente protetti è ancora relativamente semplice e la probabilità di essere scoperti è molto bassa.

Se da un lato quindi il cyber-crime è un crimine semplice da compiere, poiché molti utenti non adottano ancora le misure di protezione necessarie e molti dispositivi mancano delle difese di protezione adeguate, dall’altro lato i criminali informatici acquisiscono sempre più competenze, sfruttando tecnologie complesse e all’avanguardia.

Gli hacker moderni possiedono infatti le stesse competenze delle più avanzate company di Information Technology (IT) e, come loro, conoscono bene tutto ciò che è cloud-computing, intelligenza artificiale, Software-as-a-Service e crittografia, con tutti i rischi che ne conseguono.