Laurence Tubiana, ex diplomatica francese e attuale direttrice della European Climate Foundation, ha lanciato un'idea tanto audace quanto controversa: tassare l'intelligenza artificiale e le criptovalute per generare risorse destinate alla transizione ecologica. La proposta si inserisce nel lavoro della Global Solidarity Levies Task Force, un'iniziativa internazionale che cerca nuove fonti di finanziamento attraverso la tassazione di attività altamente inquinanti.
Il consumo energetico nascosto della tecnologia
Lubiana punta il dito anche su compagnie petrolifere, produzione di cemento e acciaio, e altri grandi inquinatori. Non trascura tuttavia altri fatti meno noti, come il fatto che per generare bitcoin viene consumata annualmente una quantità di energia equivalente al fabbisogno di tutta la Polonia. Anche l'intelligenza artificiale divoratrice di risorse, spingendo le aziende IT a una frenetica ricerca di forniture elettriche in tutto il mondo - una cosa che ha permesso la nascita di aziende specializzate nel raffreddamento.
"Potrebbe essere un primo passo, con la stessa logica applicata alle criptovalute, perché consumano molta energia", ha spiegato Tubiana. Per quanto riguarda le criptovalute, la situazione appare ancora più critica: "Non sono regolamentate affatto, e naturalmente questo rappresenta un problema dal punto di vista della stabilità finanziaria".
Primi successi e resistenze politiche
La task force ha già ottenuto un primo importante risultato con l'accordo tra alcuni paesi per introdurre nuove tariffe sui biglietti aerei di business e prima classe, oltre che sui jet privati. Francia, Spagna, Kenya, Barbados, Somalia, Benin, Sierra Leone e Antigua e Barbuda sono stati i primi firmatari dell'accordo annunciato a fine giugno.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha sottolineato l'importanza di coinvolgere sempre più paesi: "Dobbiamo mobilitare sempre più nazioni affinché questi settori critici che beneficiano della globalizzazione contribuiscano al finanziamento di questo sforzo comune". Se le grandi economie aderissero, tali tasse potrebbero raccogliere 147 miliardi di euro all'anno.
Le sfide dell'implementazione
Tubiana riconosce che tassare l'intelligenza artificiale potrebbe rivelarsi complesso, poiché le aziende potrebbero tentare di spostare la localizzazione dei loro datacenter. Tuttavia, per quanto riguarda le criptovalute, nonostante le resistenze previste - particolarmente dagli Stati Uniti dove Donald Trump è un sostenitore entusiasta della tecnologia - i banchieri centrali hanno mostrato interesse.
"Dobbiamo regolamentarle - a volte si tratta di crimine organizzato, quindi bisogna verificare da dove arrivano i soldi e chi sono gli utenti", ha osservato l'ex diplomatica. La task force ha assegnato un gruppo di esperti per esaminare come questo obiettivo possa essere raggiunto.
Un ventaglio di opzioni fiscali
Oltre alle tasse sui trasporti di lusso e sulla tecnologia, la task force sta esplorando diverse possibilità. Una potenziale tassa sul carbonio per il settore navale è ancora in discussione dopo che l'Organizzazione Marittima Internazionale ha concordato passi verso un accordo di questo tipo ad aprile. Un ulteriore incontro si terrà a ottobre, e Tubiana si dice "ragionevolmente ottimista" su una nuova tassa.
Un'altra opzione allo studio è una tassa sull'acquisto di azioni nei mercati azionari, che secondo le ricerche potrebbe raccogliere fino a 105 miliardi di euro all'anno senza distorcere il mercato. Come ha sottolineato Tubiana con un paragone efficace: "Quando hai la tua auto, paghi le tasse, e quando voli non paghi tasse, quindi c'è un elemento di giustizia che risuona".
Pressioni per andare oltre
Rebecca Newsom, responsabile politica globale della campagna Stop Drilling Start Paying di Greenpeace International, ha esortato la task force a spingersi oltre e a promuovere tasse sulla produzione di combustibili fossili. "Il passo successivo ovvio è chiamare a rendere conto le corporation petrolifere e del gas", ha dichiarato, sottolineando come otto persone su dieci sostengano l'idea di far pagare questi settori.
Tubiana, che ha guidato la conferenza Cop21 del 2015 dove fu firmato l'accordo di Parigi, ha anche espresso preoccupazione per la direzione che la Francia sta prendendo nei negoziati climatici internazionali. Macron ha ventilato un ritardo nella proposta della Commissione Europea di un taglio del 90% alle emissioni di gas serra entro il 2040, definendo questa esitazione "una storia molto triste" che potrebbe ridurre le possibilità di un risultato forte per la Cop30 in Brasile.