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Fallito in casa, il 3D al cinema funziona bene

I televisori 3D sono stati, purtroppo, un bel fallimento, ma il pubblico sembra ancora ragionevolmente interessato alle proiezioni 3D in ambiente cinematografico.

RealD, azienda specializzata nella creazione e vendita di schermi cinematografici, ha rilasciato alcuni dati che ridimensionano un po’ lo scarso successo della tecnologia 3D applicata ai film in casa.

Non è un mistero per nessuno, infatti, che tutti i grandi produttori di televisori abbiano abbandonato la visione tridimesionale dal momento che non sono mai riusciti a generare un interesse degno di nota nei consumatori.

Secondo RealD, però, già nel 2015 (anno dell’abbandono definitivo del 3D casalingo, possiamo dire) i film in 3D al cinema hanno generato incassi per 8 miliardi di dollari, su un totale di 36,3 miliardi. Un 22% che rappresenta una quota da non sottovalutare.

Nel 2016, questa cifra è aumentata del 50%, con un numero di pellicole girate e distribuite in 3D che è stato superiore a quello dell’anno passato di ben il 30%.

Lo stesso interesse si vede nei nuovi cinema. In Cina, per esempio, sono stati installati circa 8000 nuovi schermi 3D, praticamente 22 al giorno, mentre la Gran Bretagna brilla per preferenze nel formato 3D dato che la percentuale degli incassi sale dal 22 al 28% del totale.

Nonostante i numeri siano quindi incoraggianti, RealD sa benissimo che il cinema si trova ad affrontare una competizione fortissima.

“Il business del cinema” – dice Michael Lewis, cofondatore e CEO di RealD – “è letteralmente sotto attacco. Il consumatore ha a disposizione dalla TV al mobile fino alla realtà virtuale. Con così tante esperienze in concorrenza per aggiudicarsi l'attenzione del pubblico, il settore deve utilizzare la tecnologia per difendersi e fare in modo che il cinema resti importante.”

Per questo, RealD sta cercando di portare innovazione in un settore che non è semplice rinfrescare e dopo sette anni di sviluppo è stato presentato lo Ultimate Screen, un nuovo concetto di schermo da cinema che cambia le carte in tavola dopo quasi un secolo dall’ultimo cambiamento.

RealD Surface 12991 PIC2
La superfice del nuovo telo Ultimate Screen appare al microscopio elettronico molto diversa quella dei teli tradizionali.

Grazie a materiali di nuova concezione, il nuovo telo risulta quasi il doppio più luminoso rispetto a quelli tradizionali, garantendo anche una visione più nitida sia in 2D sia in 3D.

Un altro passo in avanti per la qualità delle immagini sul grande schermo è rappresentato dalla tecnologia TrueImage: un sistema software di post produzione che serve a rimuovere alcuni tipi di artefatti causati dalle telecamere digitali usate durante le riprese.

Basteranno questi accorgimenti per far innamorare il pubblico dei film in 3D? Staremo a vedere, ma James Cameron pensa di sì: “Abbiamo due occhi. Vediamo il mondo in 3D. È il modo in cui percepiamo la realtà. Perché il nostro intrattenimento non può essere in 3D? Non è assolutamente una trovata, è un allineamento. Si tratta di una calibrazione della nostra industria entertainment per il modo in cui percepiamo sensorialmente il mondo. È assolutamente inevitabile che alla fine, tutto o almeno la maggior parte del nostro entertainment, sarà in 3D.”