Scenario

GFT, i trend che guideranno il mercato retail nel 2020

Secondo le più recenti statistiche, il retail rappresenta una forza motrice che genera il 31% del prodotto interno lordo mondiale, il che significa un terzo del business a livello globale. I dati generati ogni ora ammontano a più di 400 petabyte, tali da far cambiare radicalmente l’economia in generale.

In questo contesto, il ruolo stesso delle aziende si è evoluto: non si tratta più semplicemente di generare business, ma di creare opportunità di lavoro innovative, occuparsi dell’ambiente e rimettere le persone (e le relazioni umane) al centro.

Giovanni Scarzella, Retail Industry Director di GFT, ha evidenziato i trend che indirizzeranno il mercato retail nel corso del 2020, anche alla luce delle considerazioni emerse tra i protagonisti che hanno animato l’ultima edizione di NRF.

Giovanni Scarzella, Retail Industry Director di GFT
Facce Aziendali

Prima di tutto la strategia omnichannel: ecommerce vs store fisici, da rivali ad alleati nella vendita. «Il numero degli acquisti online stabilisce ormai nuovi record di mese in mese. Nonostante questo, un’opinione comune traspare tra tutti i grandi retailer: se in passato sembrava che i negozi di qualunque tipo fossero in crisi, oggi tutti convergono sull’idea che lo store è necessario».

I dati sono chiari: Il 75% degli acquisti potrebbe avvenire esclusivamente online, ma la raccolta degli oggetti nella maggior parte dei casi avviene offline. Più di 800 aziende retailer native digitali hanno deciso che apriranno gli store fisici nei prossimi 5 anni e questo è uno dei segnali più forti di inversione di tendenza.

Poi le nuove esperienze di acquisto, l’importanza dei brand e la virtual reality. «I brand hanno bisogno di riappropriarsi della loro anima e questo ha conseguenze dirette sul mercato (vedi la decisione di qualche mese fa di Nike di abbandonare Amazon).

Ben Kaufman (fondatore della catena Camp, negozio di giocattoli dove bambini e genitori possono vivere un momento familiare anziché semplicemente acquistare) ci dimostra come i brand possono veicolare insieme prodotti e servizi per offrire esperienze immersive».

Per GFT, il 51% dei consumatori apprezzerebbe questa modalità di acquisto e sicuramente sarà un trend in crescita nei prossimi anni, per un modello completamente personalizzato e intelligente.

Il costo medio nascosto di un acquisto fatto in negozio tramite cash è di circa il 9,1% del totale (IHL Group). La “cash process automation” è un argomento di cui si parla molto e i big della tecnologia fanno a gara per offrire la soluzione in cloud basata su microservizi più efficace.

Le app sono invece dei veri e propri portafogli per le aziende (secondo 506 US Consumer, in USA Walmart vanta 58 milioni di clienti registrati su app, Amazon 54, Uber 52, Starbucks 44) e, tramite queste app, le aziende possono costruire delle esperienze di pagamento uniche e basate sulla fiducia (pagamento tramite punti, carte brandizzate, mobile wallet, cashback o acquisto e ritiro in negozio).

Secondo Forbes, il 75% dei clienti è più incline ad acquistare da qualcuno/qualcosa che li riconosce. I dati in tempo reale possono aiutare le aziende a cambiare velocemente il loro business perché forniscono sia informazioni utili per il marketing, sia informazioni indispensabili per ottimizzare logistica, magazzino e ordini.

«Ma la vera rivoluzione la sta trainando l’intelligenza artificiale, con la quale si può ad esempio pianificare in tempo reale il riordino dei materiali personalizzato per i negozi in franchising o costruire strumenti di previsione della domanda automatizzati (è il caso di Carrefour Parigi)».

«Tutto questo sta cambiando il modo di comprare, fisico e digitale si stanno sovrapponendo, ci sono diversi touchpoint e l’esperienza veramente omnichannel è l’unica che può accontentare una generazione (tra pochissimo i “gen Z” avranno potere di acquisto) esigente e abituata all’innovazione».