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I partner promuovono il cloud. Meglio se Open

Il cloud consente di affrontare le tecnologie senza investimenti economici immediati, ma le aziende vogliono avere il supporto di system integrator, i quali devono sviluppare competenze specifiche. L'alternativa dell'Open Hybrid Cloud

Dall’entusiasmo alla delusione fino alla realtà implementativa, il cloud computing ha attraversato tutte queste fasi negli ultimi cinque anni.

Oggi che ci allontaniamo dalla crisi economica, le aziende desiderano crescere rapidamente e prendono in considerazione il cloud computing dato che elimina la necessità di investimenti IT immediati e permette al business di far scalare le architetture IT a mano a mano che crescono.

Nonostante molte aziende siano consapevoli dei vantaggi assicurati dal cloud computing, spesso hanno bisogno di supporto quando si tratta di implementarlo, e si rivolgono a partner e system integrator in cerca di aiuto.

I partner di canale dovrebbero quindi considerare l’espansione del proprio portfolio al fine di includere servizi cloud e di integrazione. Oggi la vendita dell’hardware non è più sufficiente e, qui di seguito, esploriamo come i partner di canale possono diventare specialisti cloud e chiariamo alcuni dubbi leciti circa le implementazioni sulla nuvola.

Le preoccupazioni del canale

Fino a poco tempo fa il ruolo del canale era ben definito. Che si fosse un independent software vendor (ISV), reseller, distributore o system integrator, ognuno conosceva il proprio ruolo. Oggi sta avvenendo una transizione, guidata in primis dall’introduzione del cloud.

Alcuni partner vedono assottigliarsi le loro opportunità di business dato che il cloud computing elimina un po’ dell’expertise associata all’installazione e al setup di nuove soluzioni, d’altro canto però semplifica la personalizzazione e fraziona i costi su diversi periodi di fatturazione.

Uno degli altri motivi che preoccupano i partner per quanto riguarda l’ampliamento dell’offerta è dato dal fatto che il cloud computing è poco sicuro – apparentemente perché i dati archiviati al di fuori dei sistemi di proprietà dell’azienda sono maggiormente soggetti ad attacchi cyber. Infine, un’altra remora legata alle implementazioni cloud è relativa alla dipendenza quasi totale da un determinato provider. Per ovvii motivi le aziende preferirebbero evitare il vendor lock-in.

Petra Heinrich – VP Partners & Alliances, Red Hat, EMEA

Opportunità nella nuvola

L’open hybrid cloud computing offre ai partner nuove opportunità di aumentare le vendite tramite tecnologie complementari. Al fine di commercializzare le soluzioni cloud, i partner devono comprendere come implementare l’infrastruttura e i servizi in un modo che sia aperto e adatto a dati on-premise e off-premise.

Questo è fondamentale perché un modello hybrid cloud abilita il professionista IT e l’azienda a valutare e a differenziare i dati ad alto rischio, che quindi dovrebbero rimanere on-premise, e quelli invece a basso rischio che possono quindi essere conservati in modo più conveniente off-site.

L’approccio flessibile open hybrid cloud consente agli utenti di guardare all’interno dello stack IT e, se viene reso disponibile un servizio più appropriato, economico o ricco si possono facilmente e rapidamente modificare lo stack.

L’opportunità per il partner sta in un modello open source in cui un cloud ibrido aperto permette alle aziende di avvalersi di tecnologie messe a disposizione dai vendor più adatti: piuttosto che essere legate allo stack di un unico fornitore, i partner possono fare cross-selling di altre soluzioni compatibili.

Il canale deve inoltre fugare le tradizionali paure relative a implementazioni cloud computing dei suoi clienti. Esempi concreti hanno dimostrato che l’adozione di un approccio hybrid cloud è sicura e, in effetti, offre alle imprese maggiori livelli di security e assurance circa la posizione dei loro dati. Allo stesso modo, i partner possono cancellare i timori legati all’uso di un unico provider.

Una soluzione OpenStack basata su Linux come base di un’infrastruttura cloud permette alle aziende di dare vita a un fondamento basato esclusivamente su standard aperti, assicurando massima flessibilità sia per il partner, sia per il cliente.

Studiare lo scenario

La differenza per il canale nel proporre le soluzioni cloud-based sta nel modo in cui sono in grado di mostrare la loro expertise rispetto ai cloud vendor. Nello stesso modo in cui i giornali si sono reinventati online, i partner devono reinventarsi per soddisfare le esigenze del mercato.

L’approccio con il cliente oggi deve partire dalle necessità del dipartimento IT piuttosto che da ciò che potrebbero acquistare. In questo modo, il ruolo del partner cambia e passa dalla vendita di alcune linee di prodotto alla posizione di vero e proprio service provider competente in grado di associare diversi prodotti per fornire la miglior soluzione. In qualità di consulenti, ci sono diversi passi che i partner devono fare al fine di essere cloud ready:

  • Valutare quali sistemi operativi server e piattaforme di virtualizzazione sono in essere
  • Comprendere in che percentuale l’ambiente è già virtualizzato
  • Valutare quali applicazioni standard e self-developed sono implementate e quali sono adatte alla migrazione 
  • Stimare le dipendenze tra applicazioni
  • Considerare le normative relative allo storage e all’archivio dei dati 
  • Esaminare quali service level agreement già in essere devono essere considerati

Un successo assicurato

Essere partner nel mondo delle nuvole richiede l’adozione di un nuovo approccio: si deve trasformare in un esperto in grado di comprendere rapidamente nuovi prodotti interessanti per i propri clienti e costituire un punto di riferimento per fornire supporto e best practice in questo ambito.

Se opera in questo scenario, il partner trarrà notevoli benefici e, in ultima istanza, vedrà aumentare il proprio giro d’affari. Un modello open hybrid cloud assicura la realizzazione di una piattaforma multi-tenant scalabile e flessibile. In questo modo il business mantiene la sua libertà di scelta – che è la natura stessa dell’open source.