Un rapporto del Senato americano ha scatenato un acceso dibattito sul futuro del lavoro negli Stati Uniti, ma il metodo utilizzato per raccogliere i dati solleva grossi dubbi sulla credibilità delle conclusioni. Il documento, prodotto dalla commissione HELP (Salute, Istruzione, Lavoro e Pensioni) guidata da Bernie Sanders, sostiene che 97 milioni di posti di lavoro americani potrebbero scomparire nel prossimo decennio a causa dell'intelligenza artificiale e dell'automazione. Il problema è che queste cifre provengono direttamente da ChatGPT, lo stesso sistema di intelligenza artificiale che secondo il rapporto rappresenterebbe una minaccia esistenziale per l'occupazione.
Quando l'IA analizza se stessa: un paradosso metodologico
La metodologia adottata dalla commissione appare quantomeno singolare: dopo aver esaminato dati economici e aziendali, i ricercatori hanno chiesto a ChatGPT di analizzare le descrizioni federali dei vari ruoli lavorativi per stimare quali professioni fossero più vulnerabili alla sostituzione tecnologica. I risultati ottenuti dipingono uno scenario apocalittico che ricorda più le previsioni di un film di fantascienza che un'analisi economica seria.
Secondo queste proiezioni, l'89% dei lavoratori nella ristorazione veloce e nei servizi al bancone perderà il posto, insieme all'83% degli addetti al servizio clienti e all'81% dei trasportatori di merci. Percentuali simili riguarderebbero segretari, contabili e magazzinieri. Persino il 65% degli assistenti didattici verrebbe rimpiazzato da sistemi automatizzati.
La realtà tecnologica contro le proiezioni catastrofiche
Queste cifre appaiono tuttavia completamente scollegate dalla realtà tecnologica attuale. L'intelligenza artificiale può eccellere in molti ambiti, ma servire cibo, svolgere lavori manuali pesanti o gestire la contabilità aziendale rimangono compiti che richiedono capacità umane difficilmente replicabili nel breve termine. Amazon utilizza robot nei suoi magazzini per sollevare carichi pesanti, ma questi sistemi sono ancora lontani dal sostituire completamente il personale umano.
Un recente studio dell'Università di Yale ha inoltre dimostrato che non esistono evidenze di una "disruption rilevabile" nel mercato del lavoro dovuta all'intelligenza artificiale, contraddicendo le previsioni più allarmistiche.
Le proposte di Sanders: vecchie soluzioni per nuovi problemi
Di fronte a quello che definisce un'imminente catastrofe occupazionale, Sanders propone una serie di misure che sembrano riprendere la sua agenda politica di sempre più che offrire soluzioni specifiche ai presunti rischi dell'IA. Tra le proposte figurano una "tassa sui robot" per le aziende che sostituiscono lavoratori umani, una settimana lavorativa di 32 ore senza riduzione di stipendio, e il divieto di riacquisto di azioni proprie da parte delle corporazioni.
Il senatore del Vermont ha dichiarato: "Gli stessi oligarchi che hanno manipolato la nostra economia per decenni - Elon Musk, Larry Ellison, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos e altri - ora si stanno muovendo il più velocemente possibile per sostituire i lavoratori umani con quella che chiamano 'manodopera artificiale'". Una narrazione che, pur contenendo elementi di verità sui cambiamenti tecnologici in atto, appare amplificata oltre ogni proporzione ragionevole.
Tra allarmismo e opportunità mancate
Ironicamente, alcune delle raccomandazioni contenute nel rapporto potrebbero avere senso, anche se non hanno alcuna relazione diretta con l'intelligenza artificiale. Il divieto di riacquisto di azioni proprie, ad esempio, era in vigore fino al 1982 e la sua reintroduzione potrebbe incoraggiare le aziende a investire in produzione e innovazione invece che in operazioni speculative. Aziende come Intel e Boeing hanno speso miliardi in questi schemi per poi chiedere aiuti governativi nei momenti di difficoltà.
Tuttavia, alimentare timori infondati sull'intelligenza artificiale con dati discutibili non contribuisce a risolvere i problemi reali dell'economia americana, come il sottoinvestimento cronico nel settore manifatturiero. Le soluzioni proposte sembrano essere le stesse che Sanders promuove da anni, indipendentemente dal contesto specifico dell'automazione.
Se davvero si profila un'apocalisse tecnologica, servirebbero risposte mirate e innovative, non il solito repertorio di politiche già note. L'aumento della rappresentanza sindacale potrebbe essere positivo in alcuni settori, ma come questo risolverebbe specificamente i problemi legati all'IA rimane un mistero che nemmeno ChatGPT saprebbe spiegare.